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mercoledì 11 gennaio 2017

Il vaso di Miele.

La storia che Rigoberta ha voluto raccontare non nasce dalla fantasia, ma dalla magica natura del Guatemala e dalle tradizioni di una civiltà millenaria. E' una storia che ci riporta al tempo della creazione, al momento in cui Madre Terra e Padre Cielo popolarono il cosmo silenzioso e scuro di suoni, colori, animali e piante e assegnarono un compito a ogni essere vivente, unendo tutte le cose in uno spirito di armonia. In questa favola mitologica si incontrano donnole sapienti, ragazzi trasformati in scimmiette, alberi afflitti dalla malinconia e gemelli dalle virtù prodigiose. Curiosi e straordinari personaggi attraverso i quali una discendente dei Maya ci fa conoscere gli aspetti più significativi e poetici della cultura del suo popolo: il mistero dell'anima e del mondo, il valore della riconoscenza e l'importanza di rispettare anche le più piccole creature perché la Terra possa essere, come all'origine, il luogo in cui fioriscono i sogni.

Nonna Luna e Nonno Sole si annoiavano nel cielo

Inizia con questa gran festa di paese la storia che introduce il rito di riconoscenza che i maya avevano per il Sole e la Luna raffigurando la storia di molti secoli fa, al principio dell'universo quando Nonno Sole si specchiò nel volto di Nonna Luna e vi colse un velo di tristezza.

Nonna Luna era triste perchè non vi era nulla vivevano sospesi nel cielo intenti a mangiare nuvole di Zucchero colorato. Crearono quattrocento ragazzi che erano stelle mute che non soddisfano la loro noia.

Cosi crearono il cuore della terra e il cuore del cielo e chiesero loro di creare prima gli oceani, poi i prati, le montagne, i vulcani .. poi gli animali. Assegnarono i nomi e i compiti spirituali a ogni animale e, da qui, partono le altre storie del libro... compresa quella della scimmia che è uno dei simboli della festa di ringraziamento Maya.

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