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giovedì 8 ottobre 2026

Sono triste

 

Ma perché? Ho ora effettuato un'operazione, in realtà anche solo per vedere come procede, se il meccanismo effettivamente funziona e non si intoppa come potrebbe anche accadere. Però perché??? Perché non agevolano i clienti più storici? Perché automatizziamo (che, per l'amor del cielo sono favorevole a non tornare all'età Flintstones preistorica) in modo che chi paga paga anche per chi non lo fa? O forse avrei pagato chi i soldi già li ha? (Di solito in banca funziona così... I più ladri hanno giacca e cravatta e sono socialmente stimati) . Ma è mio questo conto??? Stavo per chiedere... Come faccio ad avere un conto aperto dal 2010 se mi avete attivato voi il mutuo da 2007???  Son triste per l'inluciditá mentale umana, perché ci si irrita per una gomma bucata e non per una disavventura altrui, son triste perché ho sempre creduto nelle istituzioni ed ora le nuove leve (come l'odierno giovanotto) non hanno ancora acquisito, se mai l'acquisiranno, la volontà della scoperta oltre il marcatempo. Son triste perché un po' son caduta anch'io nella trappola del comodo "tanto lo stipendio c'è". Se questo pensiero è prevalente rispetto alle ore lavorate complessive il risultato non potrà mai eccellere in qualità. Son triste perché so che non potrò essere triste per queste cose, le maschere dell'apparenza son comunque importanti e che, in ogni modo, questo inaspettato cambiamento porterà esiti. Che essi siano positivi o negativi sarà il tempo a stabilirlo ma così, su due piedi, posso solo echeggiare il mio grido di battaglia per il solo elogio verso me stessa che persevero il mio credo, dopotutto l'integrità di una persona non è che la perfetta coerenza tra ciò che pensa, ciò che dice e ciò che  fa. Tu guidata da solidi princìpi morali???  Nel settore lavorativo si!!!

martedì 21 aprile 2026

L’Asimmetria del Vero: Perché amiamo dire la verità, ma temiamo di ascoltarla.

Il 21 Aprile ci ricorda che la verità è come una lampada di sale: illumina la stanza, ma se la tocchi con le mani umide di pretese, inizia a sciogliersi, lasciando solo un sapore amaro.

La sincerità; un'espressione caratteriale che solitamente piace quando dev'essere espressa. Indubbiamente una qualità di chi esprime pensieri, sentimenti e intenzioni in modo autentico. Alcuni si definiscono schietti e trasparenti, senza finzioni, inganni o ipocrisia. Ma? Sincerità dichiarata è differente rispetto alla sincerità accettata! Amiamo l'idea di essere sinceri perché ci conferisce un'aura di integrità e forza morale, ma raramente possediamo la struttura psicologica per accoglierla quando smette di essere un complimento e diventa uno specchio. Chi si definisce "schietto e trasparente" spesso lo fa per stabilire una posizione di dominio relazionale. Dichiararsi sinceri è un modo per dire: "Io non indosso maschere", il che implica che chiunque altro lo faccia sia, in qualche misura, inferiore o ipocrita valorizzando il concetto di cui ciò che chiamiamo sincerità è solo la nostra proiezione della realtà. Quando giudichiamo l'errore altrui, stiamo in realtà difendendo una nostra scala di valori, non stiamo offrendo una verità assoluta.

La vera sincerità, quella che richiede una statura psicologica brillante, non è quella di chi urla i fatti in faccia agli altri. È la capacità di ammettere i propri errori e di restare fermi, nudi, davanti al giudizio altrui senza sentirsi distrutti.Accettare la sincerità significa accettare che l'altro esista al di fuori del nostro controllo.

Dichiarare la verità è un esercizio di potere.

Accettare la verità è un esercizio di libertà.

Essa non è un valore assoluto, ma un valore relazionale. Diventa virtù solo quando il "candore" del dichiarante incontra la "maturità" dell'ascoltatore. Senza questo equilibrio, resta solo una collisione tra due ego: uno che vuole avere ragione (chi parla) e uno che non vuole avere torto (chi ascolta). 

#pensierodelgiorno #racconto
 

sabato 21 marzo 2026

Michele-Mezzanotte. Psicologia a teatro-Chiedi allo psy. Serata del 20 Marzo 2026


 Nell'attesa dell'inizio non ho fatto nemmeno una photo talmente intenta ad assaporarmi l'atmosfera dell'amè sconosciuto teatro. Neanche un video, nemmeno dopo aver notato la mia vicina del N°17 intenta a immortalare una canzone a tende chiuse in un video, non prima di aver informato non so chi di essersi seduta davanti. Nell'attesa la osservavo, occasionalmente davo un'occhio alla platea che iniziava a riempirsi, ascoltavo i brani d'intrattenimento e il tendone. Dalla prima file il tendone di un teatro è immenso, le frange poste in alto come chiusura le ho trovate decentrate in alcuni punti rispetto al bordo ed i quesiti son qui sorti spontanei; Chissà quanto pesano i tendoni, ma li lavano? In lavatrice? Esiste una lavatrice così grande? Oppure colui che è sul palco rischia di ritrovarsi la capigliatura ricca di gatti di polvere caduti in apertura?. In ritardo di cinque minuti è iniziato lo spettacolo di Michele Mezzanotte che mantiene esattamente la stessa linea dei suoi video su youtube. Mi sono però infastidita perché non ha letto la mia domanda. Forse perché ho sotto inteso il quesito? Quasi quasi gli scrivo e vedo se mi risponde. Il quesito a mio parere era chiaro. Non avrò errato il numero? A chi ho inviato il dubbio sui miei sogni a puntate? Come faccio ora a scoprire cosa voleva quella parte di me che mi supplicava? Cadaverica e spenta, con gli occhi sgranati e dai capelli lunghi e neri. Usciva come dall'oltretomba e mi supplicava di fare o non fare qualcosa che non ho capito. Tanti sogni sempre su questa linea che un pò mi perseguitavano e un pò mi guidavano. Per poi, a distanza di mesi (se non forse un anno) che mi ringrazia come se l'avessi aiutata nel mio agire a risolvere un importante avvenimento, ora, finalmente bella e rosea, può proseguire. Un grazie che arriva caloroso dal profondo del cuore e che, ancora oggi a distanza di anni, al pensiero mi arriva una commozione e un luccichio agli occhi. Come se fosse stato attraversato un dolore e ne avverto un filo conduttore. Forse una parte d'anima che è riuscita ad uscire dal profondo e ora rimane in superficie trovando il suo spazio e il suo percorso. Se non ho errato numero forse è per questo che non lo ha letto. D'altronde, come lui stesso ha detto, l'analisi dei sogni richiede un percorso di terapia ma, forse, grazie a questa serata analiticamente simpatica e divertente ma interiormente riflessiva, ho aggiunto un puzzle.
Ad un certo punto della serata mi è parsa d'avanti, ed è lì che ho scritto il messaggio. Mi è parsa d'avanti e mi ha avvolto con le medesime sensazioni da lei ricevute nei vari sogni. Ed è rimasta lì ad ascoltare e ad ascoltarmi con pezzetti di gioia e altri di tristezza che si alternano mescolandosi in un tutt'uno. Come se entrambi debbano coesistere come detto dall'analista teatrale.
Comunque io sarei un Formaggio!!!!

domenica 21 settembre 2025

Filosofeggio 2025; Paideia

Il tema della Paideia, ma cos'è sta roba? È solo l'insegnare con la scuola e le sue lezioni oppure comprende altro? È quell'arte di tramandare in modo da accrescere un individuo in senso completo, in modo che possa poi continuare con i propri mezzi acquisiti senza più necessità di ulteriore appoggio didattico, logico e morale. 

Tramandare come forma più antica e più moderna, tra le attuali ricostruzioni di intelligenza artificiale che ci permette di poter (volendo) elaborare e acquisire un maggiore senso critico o analitico, il riuscire a intuire da un'immagine elaborata la veridicità o la falsità dell'interpretazione. Oppure gli antichi Guro e le Gurve che sceglievano, ospitavano e istruivano i prescelti per inserirli e indottrinarli verso la visione della vita non insegnata ma percepita. 

C'è chi sostiene che occorrono ottiche di filosofia comunista data dal guadagno per coprire ammanchi dati dalla possibilità di vendere le nostre informazioni per creare pensioni (e altro) grazie all'acquisizione, diffusione di elaborazione e vendita di quelli che sono dati già appartenenti a enti privati e ora sfruttati solo da loro.

 Giusto? Errato? È un pensiero tra i tanti che rielabora ciò che è un fatto; siamo uno stato patriarcale e, come tale, libri citati intrecciano storia di uomo liberale e moderno (ai tempi) e sposa sottomessa citando i due insiemi come concetto chiave di un unico insieme reciproco. Se siamo dunque ancora radichi di concetti come può essere utile un'informazione. Non sarebbe più corretta una formazione? 

E con questo Caos di concetti con imminente pioggia è preannunciato il Caos come futuro argomento!




 

sabato 14 settembre 2024

Come non andar al Ferstival ad ascoltar solfeggi???

 

Da infanti siam tutti già colpevoli (perché? Mica l'ho chiesto io di nascere... vero è però che l'anima già sceglie da chi nascere ancor prima della lieta notizia... lui però lo intende in senso del peccato originale inteso come società). Il bene e il male coesistono quindi senza la consapevolezza della possibilità d'errore è possibile cadere nella lusinga o alla volontà conscia, il fatto potrà sempre sussistere. L'esaltazione della passione spinge l'uomo a cadere nel tranello della colpa per eccessiva noncuranza dei pericoli legati al percorso; proprio o altrui, consci o inconsci. Com'è possibile quindi non cadere in tentazione nel momento in cui si agisce? Ma è corretto sostenere che l'agire è distaccato dalla conseguenza dell'azione? Non siamo forse noi a dar forma alle conseguenze grazie alla consapevolezza delle nostre azioni? Natioli narra che per concretizzare e non rendere gli avvenimenti retoricamente popolari dal qualunquismo del classico "E' colpa dei Genitori se questo è accaduto" è necessario Problematizzare e analizzare la problematica dell'effettivo atto accaduto.

Ma quant'è grazioso il Cinema Carani? Non avevo ancora messo piede nella struttura da poco riaperta per la ristrutturazione e mi garba assai!!! Qui ho appreso che, o mio neurone, devi iniziare a risparmiare anche tu, non solo io, per garantirci una sana e salutare vita da Vecchia!!! Daniela Perani narra della Plasticità del cervello, di come può contribuire a contrastare i fenomeni dell'invecchiamento celebrale e delle malattie neurodegenerative. Chi possiede una maggiore Riserva Celebrale andrà comunque incontro, in vecchiaia, alle sue patologie degenerative, ma lo farà più avanti nel tempo eventualmente venendo a mancare prima che queste inizino a manifestarsi. 
Quali sono dunque gli strumenti necessari per immagazzinare riserva celebrale? 
Il Livello di Educazione Scolastica / Livelli e Occupazione / Stili di Vita Cognitivi e Sociali / Attività motoria / Bilinguismo / Esperienza Musicale. 
Ha inoltre narrato di studi effettuati sulle Psinapsi di individui che suonano musica, che parlano più lingue, non vedenti, Muti dalla nascita rivelando che il cervello ha la facoltà di plasmarsi, a qualunque età, e di riadattare gli spazi adibiti alla funzionalità perduta con altre funzionalità. 
Marianna Masucci non mi è piaciuta. E' una giornalista ma, a parer mio, non ha espresso i concetti da giornalista rimanendo su livelli personali, poco consoni a uno studio giornalistico approfondito. Vero è che il mio pensiero di giornalismo è molto alla Verga; Raccontare i fatti in modo distaccato come se non ne fossi coinvolto per esprimere i concetti da ogni punto di vista creando un'ampio spettro di valutazione. Ma qui si tornerebbe al medioevo!

mercoledì 7 agosto 2024

"Le menti forti discutono di idee, le menti medie discutono di eventi, le menti deboli discutono di persone". "

... A volte è così, altre volte meno male, la maggior parte delle persone che parlava prevalentemente di persone da me conosciute, non mi sono mai state particolarmente a genio e le ho sempre categorizzate all'ultimo posto di questa classifica... Se tale si può chiamare. Come, al contrario, coloro che parlano solo di idee non sempre ne ricavano il ragno dal buco! 

#pensierodelgiorno
 

domenica 12 maggio 2024

Questione di Toni!!!

 

Purtroppo son così, esseri bisognosi di esprimere il proprio ego senza ascolto, esseri che dell'argomento non cercano l'opinione, non ricercano il proprio errore ma, l'altro, è sempre stronzo... a prescindere. E non ci sono parole che possano, non dico convincerli, ma anche solo farli ragionare su un possibile sbaglio, su una possibile ragione. Che è possibile e non certa, ma a questo loro non ci arrivano, alcuni ci arrivavano ma hanno imparato l'arte del "Chissenefrega io penso al mio orticello" e questo ne è il risultato! Divenire modellati a piacimento del prossimo che non diviene più un piacimento perché quel prossimo, ottenuto il suo scopo, se la defila lasciando così il carattere... d'altronde c'è arrivato lui/lei ad essere così... non è mica colpa sua, sono le avversità. Forse bisognerebbe insegnare a scuola l'arte di essere se stessi anche se l'amico ci lascia, abbiamo un'interesse da raggiungere o vogliano arrivare a un determinato traguardo. E' dunque il Tono o il Modo da mutare? Io penso al secondo senza dimenticare che ognuno è unico per il tono e il Modo che utilizza! Ti plasmi per piacere, per compiacere, per ottenere ma perdendo te stesso/a perdi il più grande dei valori.

sabato 16 settembre 2023

Ogni essere umano ha necessità del contatto, della parola!!!

 

Attratta dalla presenza di Alessandro Bergonzoni di cui è il suo terzo spettacolo a cui assisto giungo a Modena alle 18 per ascoltar anche il discorso su Dante. Dopotutto ho partecipato con il Convivio a un'esposizione per il suo centenario e l'argomento un poco mi affascina. Giuseppe Antonelli narra Dante con la Specifica al "de vulgari eloquentia" l'opera incompiuta e riscoperta come il "Convivio", di entrambi ne ha scritto solamente l'inizio. Lo scopo di tali opere era quello di ritrovare, tra i dialetti Italiani, "La Pantera" quella lingua che poteva definirsi unica e universale. Il latino è una lingua inventata, ricca di grammatica e accessibile a pochi quindi era necessario trovare, tra il popolo, l'emergente. Ma poi si dedicò e terminò la "Divina commedia" scritta in Volgare Fiorentino, lingua scartata in origine nella sua ricerca, qui presero vita diverse forme di testo ancora utilizzate e, probabilmente, è anche per questo che la sua opera è tutt'ora così ricercata. A Françoise Waquet sarei andata a darle un bacino!!! Già le grandi espressioni filosofiche non sono facili da esprimere in senso logico ma se poi le devi narrare anche in una lingua che non è la tua è un super sforzo!!! Analizza e spiega il libro "La Civil conversazione" ; è possibile individuare la trattazione matura di una teoria che pone il dialogo al centro dello sviluppo etico dell’uomo, perché la parola costituisce l’ambito precipuo in cui coltivare la virtù ed elevare il proprio spirito. Studiando le relazioni interpersonali tra colleghi durante gli incontri si possono individuare differenti aspetti interconnessi che si è scoperto non essere facili da esprimere per iscritto. Anche Alessandro Bergonzoni un poco la sostiene questa tesi; come capire se non si da un senso alle parole? Circumnavigando il globo nella sua "Congiungivite" di espressioni che sfiorano argomenti reali, argomenti che ci dovrebbero riguardare ma di cui non ci diamo peso perché ci preoccupiamo di altre tipologie di Peso (questa l'ho ideata io adesso in relazione a come si esprime). Concetti come "Butta l'immondizia fuori" "Perché tu l'immondizia dove l'hai?" "Dentro di te?" ... Si ci sono parecchie persone che hanno immondizia dentro. Ma se cresci un gruppo di Bambini senza a loro parlare, semplicemente fornendo loro ciò che gli occorre per vivere essi muoiono. E' stato un esperimento fatto in cui si cercava di capire quale lingua avessero potuto poi parlare da grandi e qui hanno riscontrato che ogni essere umano ha necessità del contatto, della parola di interagire con altre vite per non rischiare di diventar nutrimento per le viti che non sono bulloni ma piante... l'ho detto alla Bergonzoni ma non è stato lui a narrar questo esperimento!!!! 

Io sul termine "Parola" ancora non ho ascoltato nulla- Festival della Filosofia 2023

Ma voi... vi siete mai chiesti cosa fanno i Filosofi quando non filosolfeggiano? cioè; com'è che se la guadagnano questi la pagnotta??? Cosa li ha portati a dire; "Si, ok adesso decido che faccio il filosofo"?.
Giungo al Festival della Filosofia di Sassuolo nel bel mezzo della lezione di Carlo Penco (pensavo fosse alle 15:30) nel momento in cui ha narrato il senso dei codici e la decodifica del codice binario che ha dato vita all'intelligenza artificiale. E' corretto affidarsi a tale intelligenza? come può riconoscere una serie di immagini di Cani nel momento in cui viene digitata la parola "Cane" su un motore di ricerca? E la tazzina? E' possibile che riconosca l'aggiunta "Al contrario"? ... ho provato... no non è ancora completamente intelligente questa artificiale intelligenza e, come anche lui stesso narra, può divenire pericoloso affidarsi completamente a questa.
Luigi Parissinotto (che io solo il cognome lo pronuncio con la stessa grazia e correttezza di un cognome Polacco) , di lui ho appena scoperto che è privo di una pagina su Wikipedia e ha un degno curriculum solo nel sito dell'Università Cà Foscari di Venezia. Voleva parlare di Giochi linguistici ma si è un poco dilungato come del resto fanno tutti quegli insegnanti che, appassionati alla materia, sfruttano le proprie conoscenze per approfondire argomenti narrando senza ricordarsi di proseguire nelle slide del Pc. 
Ma un righello se disegnato nella prospettiva del lato non ha misura... rifletto mentre lui espone l'esempio della mela con e senza picciolo sovrapposta al righello con misurazione; non può essere disegnato un righello senza misurazione.... mmmm??? Stavo per alzare la mano!!!
Massimo Cacciari invece ce l'ha una pagina su Wikipedia e qui c'è poco da dire, ho ascoltato con interesse ma farei veramente fatica a ripetere il tutto. Il senso è che il Logos (che se ho inteso bene è la conoscenza di un determinato fatto) e la Filo-Sofia si interfacciano se il Filo segue in profondità l'argomento per acquisirne conoscenza (sofia o Sophia come ho trovato sul web) solamente con questo processo si acquisisce l'interfaccia al logos (che ora mi viene il dubbio.. è la conoscenza se la conoscenza è già Sofia?) ...
 

domenica 20 agosto 2023

A volte devi solo creare il tuo sole!

Ma posso essere così pistola da dimenticarmi a casa il cellulare??? Lidi di san Bartolomeo; lo spettacolo non è stato un granché anche se le antiche armature e gli abiti in stile medievale han il suo fascino ma.. i fuochi mi hanno attratto l'attenzione come viene attratta dal fanciullo che li osserva per la prima volta. 

La traiettoria di una posizione era forse messa storta? Colpiva,al suo percorso, formando scintille, l'angolo del tetto del castello così da immettere tra noi, immediatamente sotto, piccole lucciole svolazzanti che si posizionavano a caso disperse dalla fienile arietta.

E io? Nonostante la pioggia di scintille son rimasta lì, con il naso all'insù e la borsa abbracciata come se fosse il pupazzo d'infante, con l'emozione che si mischia a meraviglia e la magia di una fantasia non perduta!
 

domenica 18 settembre 2022

Brunilda Pali, Donatella di Cesare, Luciano Eusebi e Umberto Curi

Mi siedo a fianco di una ragazza visibilmente Anoressica, forse solo con disturbi alimentari ma spero a una problematica di sviluppo e rifletto sull'immagine visiva di lei con il titolo offerto: Vittime!
Ma d'altronde chi non lo è se vengono considerate le vittime sociali, culturali o storiche? 
La lezione inizia con una marea di Photo fatte da due presunti giornalisti, ed ecco una di queste che inizia a ricercare lo scenario idilliaco quasi a voler creare l'immagine perfetta... si gira da una parte all'altra, con e senza flash e, poi? inizia a spostar segnaposti, bicchieri e contenitori d'acqua perché d'intralcio al suo creato. Direi che anche la sottoscritta, come la Donatella di Cesare ha fatto, non avrei bevuto nulla dopo tutto questo stocacciare!!!
Il tema della Vittima è assai complicato da esporre e lei lo illustra con sfumature di parole ricercate facendone capire e intuire i vasti concetti in modo semplicemente articolato. 
Dall'antichità in cui la vittima veniva emarginata a oggi che il concetto di vittima emerge con maggior influenza nei diverbi e nei contesti sociali con ragione o torto confluendo a volte nel vittimismo. 
La Vittima viene presentata in società come elemento del male, spogliata di qualità e virtù per enfatizzare il suo stato di vittima con la conseguenza a un destino segnato dall'accadimento.
E da qui il collegamento con la precedente lezione mi è inevitabile: Pali Brunilda che narra della giustizia riconciliativa e di quanto sia importante per alcune vittime il poter riconciliarsi con il proprio aguzzino. Espone un esempio di una donna violentata che ha espresso il desiderio di incontrare il suo violentatore detenuto per porgli quei quesiti che continuavano a tormentarla dopo l'accaduto. Come dimostrazione che l'avvenimento non l'aveva toccata, scalfita o privata della sua identità si è presentata ben curata e, dopo aver esposto i suoi quesiti, ha superato l'accaduto. Ha poi illustrato dipinti, immagini, simboli creati e ideati come raffigurazione di un conflitto e/o della giustizia, temi difficilmente raffigurabili in una singola immagine.

Simile ma diversa la Giustizia Riparativa esposta da Luciano Eusebi, assai complessa di cui in alcuni tratti ne ho perso il filo. In sostanza «La giustizia riparativa è un approccio per affrontare il danno o il rischio di danno, coinvolgendo tutte e tutti coloro che ne sono influenzati per raggiungere una comprensione comune e un accordo su come il danno o l’illecito può essere riparato e la giustizia raggiunta». Piuttosto che separare le persone o escludere quelle percepite come una minaccia, i processi di riparazione ripristinano protezione/prevenzione e sicurezza, riunendo le persone per annullare l’ingiustizia, riparare i danni e alleviare la sofferenza attraverso il dialogo e l’accordo. Sia lui che altri di questi concordano che il sistema giuridico così com'è ora formato ha delle falle e che sia necessario un nuovo sistema di identificazione del reale processo giudiziale e del successivo ripristino in società sia per coloro che hanno commesso danni sia per le vittime che non devono rimanere psicologicamente tali. E Nice, che dice??? Umberto Curi espone il concetto di massa basico della parola giustizia.
Raffigurata da sempre come una donna bendata, con in mano la spada della giustizia e dall'altra la bilancia per soppesare bene e male e di cui la vendetta è la punizione più ovvia per un illecito. Una punizione inflitta da coloro che, da creditori, ottenevano il possesso del debitore acquisendone diritti sulla sua persona e divertendosi dell'accaduto con gli amici. La nuova idea di giustizia è sbendata perché deve vedere bene i crimini e gli incriminati, ha una bilancia differente dove un grammo può pesare di più di un kg ed è priva di lancia.

sabato 17 settembre 2022

Stefano Massini

 

Ah, ne rimango sempre affascinata ogni qual volta che odo un suo monologo su qualsiasi argomento. Oggi Stefano Massini ha illustrato "Vita e Destino" dove il destino è stato il nominativo di contesa sulla reale libertà d'azione. Siamo noi a scegliere il nostro destino o il destino è già scritto? Per i più filosofici il destino è già segnato. Molte storie da lui citate come L'odissea, alcuni dei che si sono opposti a Zeus hanno il senso del ribelle che esce dal suo binario per intraprendere un percorso che in alcuni casi nemmeno loro stessi volevano, ma era il loro destino. Come Giuda che tradisce perché è scritto che dev'essere così, anche se lui ne è riluttante grazie a questo gesto si compie (non ricordo cosa).  Madame Bovary mi ha sorpreso perché trattata a livello scolastico come la vittima. In realtà pare che lo scrittore stesso la prende per il Cul@ vittimizzandola per poi esaltarne il marito sul finale. Anche queste interpretazioni di punti di vista che solo grazie alla fisica quantistica il quesito sull'interpretazione vera, reale e oggettiva è giunta allo scoperto. Osservare dal buco della serratura un tizio con le mani sporche di rosso è sinonimo certo di omicidio se non si vede anche ciò che ci sta attorno? Destino e Pre destino due entità che giocano con o contro di noi per insegnarci che l'uscire da quel binario può essere predestinato dal vero destino oppure per far si che la sorte ci riconduca al nostro destino. Chissà se mai scopriremo quello a noi destinato... ma l'importante è uscire dal binario!!!

Carlo Sini

Giungo tardi a quella che è definita lezione al festival della filosofia. Il sonno mi abbandona a cinque minuti alle dieci con il sordo rumore della pioggia spezzato dalla protezione casalinga di porte e finestre. 
E' così perduto l'ascolto delle 10 giungendo in ritardo anche per quello del filosofo Carlo Sini previsto per le 11:30. 
Dal linguaggio scorrevole ma molto impegnativo, forse ai livelli di Galimberti se non anche un filo più pratico perché meno predisposto alla narrazione di soliti antichi. Narra di storia ma rivolta all'individualità umana e al contesto in cui il singolo vive. Anche lui stesso, dice, spiega un concetto che è frutto di ciò che dovrebbe raccontare di se stesso. L'indigeno ha in se concetti e preconcetti frutto di un insegnamento che arricchisce un ambito umano come la lingua e la tradizione.. così come lui anche noi partecipiamo ad un trapasso di conoscenze a noi stesse insegnate. Cos'è dunque concreto e reale quando si analizza un concetto, un'azione o una interpretazione? Nulla è reale perché tutti gli elementi sono composti da sfumature di cultura, ideologie, pensieri, preconcetti, paure, angosce.
Anche io stessa ora sto scrivendo ciò che ho interpretato ma che sarà indubbiamente diverso da ciò che è stato il reale discorso.
 

sabato 2 ottobre 2021

Ho imparato ad amare anche l'inferno della vita perché so che con la volontà si può modificare.

C'è chi il classico bicchiere lo vede mezzo pieno, chi mezzo vuoto, chi proprio non lo vede e chi se lo beve.
Se poi aggiungiamo la supposizione della densità e del colore del contenuto le sfumature soggettive possono subire moltiplicazioni che l'essere umano non sarà mai in grado di raggrupparle in un riassunto.
Mi chiedo e mi richiedo perché, pur osservando il bicchiere alcune persone si concentrano a vedere la sofferenza che porta senza far nulla per cambiarne il contenuto; il liquido giallo e denso ti sta stretto??? Cerca di provare il verde e vedi se si addice in modo maggiore alla tua personalità. Non riesci ad arrivare al verde scuro? Se già accogli il verde campo vedrai che l'impegno disegnerà il percorso.
Ora, non per vantarmi (ma un po di stima me la concedo) io son cambiata drasticamente sotto certi aspetti mantenendo la linea del mio carattere di base, molti credono che cambiare significhi essere ciò che non sei, invece dovresti fare e provare cose che non hai mai fatto pur mantenendo saldi i valori, che ti spaventano, che ti fanno rimanere dentro alla tua ala protettiva, alla tua zona di confort, convinti che il mondo sia solo quello, intimoriti dall'andare oltre perché, l'andare oltre, comporta sacrifici, sforzi e probabili errori.
Ovviamente tutto questo sforzo occorre impiegarlo per il verso in cui il tuo carattere e la tua volontà di base, vogliono seguire e non per ciò che altri vorrebbero che tu seguissi.
Perché scrivo questo pensiero sparso? Perché ci sono soggetti che si lamentano da anni e da anni sono nella stessa identica situazione perché non hanno avuto il coraggio di esprimere ciò che realmente gli chiedeva (o gli chiede) il proprio bambino interiore.
Il problema è che delegano agli altri la responsabilità delle possibili azioni perché così non hanno colpa e la loro coscienza continua a rimanere pulita agli occhi di chi loro pensano possano dar loro giudizio. Seguire la scia, invece, aiuta a non aver colpe, a non doversi assumere responsabilità, a non subire fastidiose discussioni e a gioire liberamente la vita quotidiana.
Ognuno è libero di scegliersi il modo di vita che predilige però, poi, arriva il momento in cui incontrano qualcuno che ha cose o situazioni che il suo inconscio vorrebbe e, scatta la gelosia, l'invidia, l'inconcludente tormento interiore creato dal conflitto del "voler arrivare ad avere" e l'insistente "non voglio uscire dalla mia protezione perché qui ci sto bene".
Questo l'ho imparato grazie alla zia, andata in cura psichiatrica ai tempi in cui l'elettroschock era uno delle cure più utilizzate, dai suoi sporadici pensieri a voce alta, fatti quando ero più piccina, in cui sforzava il suo pensiero a diventare positivo nei confronti della sua persona... non sempre però e quest'altalena di pensieri è devastante per la psiche umana.
Quindi la psicologia è assai importante, com'è importante lasciar che un individuo faccia le sue esperienze, giuste o errate che siano e che non si appoggi troppo a un'altra perché si rischia di lasciarla nel limbo senza permetterle la corretta maturazione.

domenica 19 settembre 2021

Libertà, dal festival della filosofia alla realtà del coronavirus

Non avendo partecipato alle lezioni del festival della filosofia pur essendo molto attratta dal tema della libertà eccomi a scriver un mio commento sul tema per divulgarlo a me stessa come ricordo di questa mia "opposizione per la Libertà" in assenza di Green Pass.

Con il mio non vaccinarmi sto mettendo in pratica quello che è il mio concetto di libertà rispetto a chi ha atteso il vaccino per sentirsi libero di tornare ad una propria libertà di movimento. Essa non è dunque a unica direzione ma segue il concetto di libera scelta nel rispetto dell'individuo altrui.
Chi sono io per dire al mondo che non deve vaccinarsi perché son più utili altre soluzioni più vicine alla prevenzione di molte malattie? Che stiamo attraversando una visibile e concreta problematica di malasanità Italiana e nessuno sembra far nulla per risolverla? Ovviamente non posso costringere e gradirei che anche chi la pensa diversamente da me non mostrasse segni di disprezzo o di accusa di vaneggiamento o mancata informazione, chi siete voi per dirmi che io non mi informo a dovere? 
Solo perché seguo una logica differente rispetto alla direzione dei vostri pensieri o giudizi non significa che questi siano universalmente giusti e corretti.
Di una cosa son certa; Quando un individuo si riempie di dubbi logici (non psicologici) è più vicino alla realtà di colui che crede ad una convinzione di futura speranza data dalle azioni che vengono dettate alla massa. Io mi son messa nei panni vostri, tu ragazza che ti ho visto piangere di gioia nel video dell'intervista perché finalmente, grazie al vaccino, uscivi di casa dopo aver trascorso il tuo diciottesimo compleanno chiusa in casa senza i tuoi amici. Tu ristoratore che dopo mesi e mesi di chiusura finalmente riesci a tornare ad aver un tuo guadagno mensile. Tu che vivi in un ospizio e che (forse) qualcuno ora potrà venirti a trovare. 
Capisco che anche questa è una forma di libertà che è distinta da quella di pensiero che personalmente seguo, voi vi sentiti liberi nella prigione di un obbligo imposto ma che, se gestito diversamente (forse con più tamponi per un maggiore controllo anche sui vaccinati che comunque si contagiano) forse ci poteva essere una libertà maggiore o identica a quella ora proposta.
Chi lo può dire? Forse ve lo spiegheranno in televisione, in versione comica o sotto forma di una ricetta culinaria abbinata al lievito di birra o avvolta in soffici coperte avvolte in piume d'oca.
Alcuni di voi mi fanno veramente pena, carichi di paura di una malattia che non si conosce e di cui non si sa nulla, nemmeno se è reale o fabbricata per distribuire spavento ed inquietudine, chi lo può dire? Come potete dar credito a persone che sputano dallo schermo parole con dubbio scopo?
Hanno lo scopo di curare? Hanno lo scopo di guadagnare? Hanno lo scopo di incitare la massa? Sicuramente non di tranquillizzare queste menti che hanno subito perdite o segni di cui mentalmente la colpa è solo la causa del virus.
Ho visto un video sul festival della filosofia, una certa Savina parlava della sua esperienza di vita in cui la madre è stata portata via dai Tedeschi gravida di 7 mesi lasciando lei e la sorella sole all'età infantile.
Ma vogliamo paragonare questo ad un lookdown? Vi siete vaccinati per poter andare in vacanza perché altrimenti schiavi di una situazione? E ora? Cos'avete generato? Un'estendersi della storia grazie al vostro consenso senza obbiezioni. I partigiani si nascondevano e lottavano per la propria libertà e per la propria famiglia, si sacrificavano per rendere liberi i loro cari e davano aiuto a chi aveva perso il punto focale della famiglia. 
Cari miei, in molti siete dall'altra parte e questo mi dispiace, non per me ma per voi che pagherete a prezzo ancora più caro della semplice lotta alla propria libertà d'azione e di pensiero, ma se ve lo dice la TV sarà giusto così!!!

venerdì 18 giugno 2021

Come si festeggia un compleanno?

 

Scrivo quand'ormai è trascorso...
C'è chi dice che festeggiar prima porti sfortuna ma come rifiutare una ciambella con glassa alla fragola la sera del mercoledì dopo essermi ingurgitata un hamburger con cotoletta di pollo e patatine all'American Graffity? 
E' la Ciambella alla Homer dei Simpson, quella di cui lui ne è talmente ghiotto da strafogarsi ripetutamente di questo dolce dal sapore di un bombolone compatto con crema di latte all'interno e dalla glassa variopinta! Alla prossima occasione provo quella con Fragola e Mashmellow, l'impasto è un poco sodo rispetto al bombolone ma il sapore ci assomiglia molto... pare solo privo di lievito.
Festeggiare è dunque sinonimo di un'incessante ingurgito di cibi prediletti? No... non è certo questo, il venerdì mattina, appena passata la mezzanotte, ho soffiato su una candelina posta sopra un cesto di duroni mentre in sottofondo si udiva la canzone "tanti auguri" cantata da un gruppo di giovani nelle vicinanze. 
Queste son le coincidenze magiche che creano festa nell'animo.
E il giorno del mio compleanno? Piscina pomeridiana!!!
Insomma, considerando che il sabato mi son fatta una pizza e ieri sera ho terminato di rispondere a tutti i messaggi d'auguri direi che il festeggiamento di questi miei anni sia durato dal Mercoledì sera al Sabato notte!!!
Non male direi!!!

giovedì 21 maggio 2020

Che strano non aver nulla da fare....

Anni di impegni incessanti, mai sempre direttamente miei, a volte piacevoli, a volte vissuti come semplice incombenza quotidiana, altri arricchiti dall'istinto di fuggir lontano...
D'altronde questa è l'essenza, la ciclicità dei vari percorsi ne descrive le pagine e forma quella ruga di vita che si disegnerà sul volto.
Ho sempre aiutato volentieri nel corso degli anni. "Ad aiutare gli Asini va a finire che prendi dei calci" diceva mia nonna, avrà avuto ragione? In alcuni casi si!
Purtroppo il genere umano è veramente stupido e facilmente condizionabile da ciò che lusinga il suo animo.
Va a finire che son proprio le emozioni a governare tutto, io che sono emotiva dovrei aver pregio però... così non vale!
Una persona intimorita agisce in modo differente rispetto al dubbioso o all'arrogante, lo spavaldo può aver vita facile per un poco ma il ruffiano striscia meglio e si nasconde tra le foglie senza farsi scoprire.
Il mondo è un grosso manicomio in cui vivono persone che si affidano alla medicina solo perché non riescono a gestire le proprie emozioni in mancanza di indirizzo certo.
Beh no, non tutti son così, alcuni hanno imparato ad ascoltarsi e a far cose terrene in base al loro reale valore interiore. Se si seguisse solo questo tutto sarebbe più semplice; quell'istinto indispensabile del prendersi cura di se e degli altri senza nulla togliere all'animo altrui.
Invece vince sempre l'egoismo della materia, quell'istinto di prevalsa che indebolisce solo colui che lo trasmette, che lo possiede, indebolendogli l'animo allontanandolo dalle reali ragioni di vita.
Perché siamo nati?
Pare non se lo chiede più nessuno!
Dicono che l'animo umano deve pagare le colpe causate nella sua precedente vita, chissà se è vero? Beh, è un dubbio simile alla favola del Paradiso, Purgatorio e Inferno creata forse da Dante e poi tramandata nel tempo come reale. Di religione una sola c'era e ora guardate l'uomo che casino che ha combinato solo per la propria necessità di acquisir certezze e gloria per le scoperte storiche.
E ora? Son passati alla medicina questi incompetenti!
Il ciclo è sempre il medesimo e l'uomo moderno è quasi più stupido di quello antico grazie a un non pensiero individuale causato dalla massa.
Cosa dire? Quella bomba doveva scoppiare anni fa, finché era grossa proprio per togliere di mezzo coloro che cercano di gestire a loro piacimento masse di pecore ignoranti.
Ora non mi ricordo più nulla e la bomba è divenuta piccina... Sto facendo la delusa, la previdente, la raccontastorie, la saputella o la furba strisciante?
A voi il giudizio, sempre se riuscite a collegare i neuroni!

sabato 11 aprile 2020

E' Pasqua, post riservato ai bambini!

Ora mi balza per la mente anche il mio viaggio ad Amburgo accaduto in prossimità della pasqua, tutti i negozi ricchi di uova e conigli e molte case addobbati gli alberi di uova appese con filo di ogni tessuto e colore.
Ricordo ancora il mio fascino nel veder tutti quei colori inusuali in Italia o poco utilizzati e mi chiedo: "Chissà perché in Italia non è giunta questa usanza?"
Il Coniglietto non è forse paragonabile alla befana? Perché la vecchia strega è attesa e acclamata nel nostro paese mentre il dolce coniglietto vien snobbato? Perché da noi il coniglio è solo da mettere in tavola? Perché acquistare uova di pasqua senza il gusto dell'attesa e della ricerca? Siam  forse un popolo pigro che preferisce che sia la vecchia a portar dolci piuttosto che andarseli a cercare da soli?
Il coniglio pasquale (in inglese Easter Bunny, in tedesco Osterhase), conosciuto anche come coniglio di primavera, coniglietto pasquale o coniglio di pasqua nei paesi di lingua tedesca e negli Stati Uniti d'America, è un coniglio fantastico che lascia doni per i bambini a Pasqua (o in primavera).
L’associazione del coniglio con la Pasqua, tuttavia, pare sia avvenuta in Germania: tra Medioevo e Rinascimento, l’animale era infatti protagonista delle celebrazioni dei più piccoli. Secondo la tradizione, rimasta intatta fino ai giorni nostri in diverse località tedesche, la notte prima di Pasqua i bambini sono chiamati a preparare un comodo nido per il coniglietto, adagiando della paglia e lasciando qualche leccornia affinché l’animale possa rifocillarsi. Il quadrupede, in caso il bimbo si sia comportato bene nel corso dell’anno, lascia in dono delle uova colorate. Dalle ricostruzioni oggi disponibili, emerge come nel 1700 l’usanza sia stata trasferita dalla Germania agli Stati Uniti, per poi diffondersi velocemente nella gran parte delle nazioni di lingua inglese. Nello stesso periodo, inoltre, accanto alle uova sono cominciate ad apparire le prime preparazioni dolciarie, come torte e altri preparati al cacao dedicati al cosiddetto “Easter Bunny”.

sabato 16 novembre 2019

Anche le corrispondenze virtuali posson lasciar ricordi Sorridenti!! In attesa del Natale, resoconti...

Buon Natale, buon natale, buon natale. ...
Anche se ti dovrei sculacciare un poco....
Dire a me, a chi cerca con estrema cura il decoro dei pacchetti natalizi e non, che non impacchetti i regali? Cosa leggono codesti occhi!!!!
Sai che il modo in cui una persona prepara un dono ne indica la personalità?  Direi che sei un uomo pratico .. anzi dico (ricordo che me lo hai scritto...).
Ok, io voglio un bacio e tu vuoi una carezza... direi che siamo persone  di poche pretese noi due.. il mio bacio quest'anno non è giunto, spero che a te sia andata meglio...
No.. non ti sei reso ridicolo, sono io che faccio fatica a raccontare e a lasciarmi andare alla semplice confidenza...
Per Natale (non posso farti una carezza per ragioni di distanza kilometrica) ti voglio regalare una confidenza:  spero giunga al più presto il mese di Gennaio. . Perché?  Per riuscire a sfrattare un fratello... lo so.. non è un pensiero molto Natalizio... sto passando un periodo un poco pesante che, al confronto di altri periodi già trascorsi, è molto leggero.
Mi sto rendendo conto che la difficoltà nel superare determinate situazioni e costrizioni di vita è,  in realtà,  psicologica... quando hai superato certe avventure è come se il tuo cervello ha superato un gradino da cui non può più scendere (ma qui torniamo sul discorso della pazzia.. perciò passiamo oltre!!!).
Ieri ho fatto un'azione per una seienne (curiosità:si può dire seienne?) che, a pensarci,  mi son resa conto che è stata un'azione fatta non direttamente a lei ma a me bambina!
Giuro ho trovato una famiglia che rispecchia a pieno la tristezza trascorsa quando ero piccina e ora mi sta venendo il disumano desiderio di colmare alla piccola di oggi cose che magari,  nemmeno le possono passare per la mente... mi sento orribile... non posso giudicare come lei vive la sua realtà sulla base del trascorso personale....
Mi ritiro in mistica meditazione :0)) e ti invio una virtuale carezza!



Un poco mi manca scriver dialoghi in questo modo, ultimamente mi son capitati soggetti veramente ambigui e di cui penso possano solo imparare da alcune persone con cui mi sfogavo l'animo e leggevo del loro contenuto.
Realmente è come psicanalizzarsi un poco... tu scrivi di te, delle tue emozioni, dei tuoi sentimenti solo a colui che comprendi possa leggere senza giudizio alcuno.

Adoro rileggere le corrispondenze da me inviate tramite mail a persone apparentemente sconosciute ma con cui riesci ad aprir l'animo in modo maggiore rispetto a un qualsiasi conoscente attorno alla tua reale vita.
Son trascorsi ben cinque Natali (anzi.. quasi cinque) e il fratello son poi riuscita a cacciarlo anche se oggi questo termine mi risulta molto brutto e pesante.
Come cambiano le sensazioni rispetto all'emozione psicologica vissuta nel determinato presente. Quando vedi di fronte un'immagine di una montagna di problemi da affrontare e, ora che non ci son più, la sensazione di esser riuscita, forse da sola ma non penso (quel qualcuno è stato molto bravo a mimetizzarsi) a superar finalmente tutto.
I problemi affrontati sono indubbiamente migliori di quelli nascosti, sottovalutati o ignorati e la soddisfazione è di gran lunga migliore.
Consiglio? Mai sottostare alle persone arroganti e spavalde, quelle che son piene di problemi per catturare le attenzioni per poi farti pesare ogni minima azione come se fosse la più grossa fesseria della terra, costoro hanno molto da imparare nella vita, sicuramente hanno un carattere più forte ma l'astuzia non è dalla loro parte e rischiano di rovinarsi con le loro stesse mani.
Resoconto sui Natali trascorsi dopo questa mail? Sereni, non più burrascosi ma ricchi di scoperte, anche se ne ho avuto di più ricchi e gioiosi, al momento, non mi lamento.. perché si sa... chi si lamenta attira a se ciò che il lamento suggerisce senza cacciarlo come la comun ragione penserebbe.

domenica 15 settembre 2019

Maria Bettetini


Ho cercato informazioni sul Web, non capisco perché, essendo nata a Milano e essendo conosciuta anche in Sicilia e Siracusa Wikipedia le riserva una pagina scritta in Lingua Francese e non traducibile in Italiano.
Subito mi son chiesta; ma se è esperta nel Medioevale perché viene a parlar di Velo? Così scopro che tratta anche di neoplatonismo e qui son dovuta andare sul dizionario...insomma ... qui un po di religione c'entra e, da come parla al pubblico, sembra che sa bene ciò che esprime.
Ricordo che il velo lo portava anche mia Nonna, era un Foulard da cui si separava solo nel momento in cui si coricava per dormire, concordo che alcune donne sono appreziosite dal decoro di un velo ben posizionato e con colori sgrargianti, anche le spose in chiesa portano il velo per scelta. Quel che dice la Ragazza però è altro; se una donna lo vuol indossare perché privarle questo desiderio? Diverso è imporre il velo come dovere obbligatorio perché l'imposizione di un simbolo che priva dei diritti umani di libertà.