QUINDI E' SEMPRE UTILE VALUTARE DA CHE BOCCA ESCE IL CONCETTO!!!!
Il tutto è iniziato con l'articolo di Veronesi (o era Di bella?) che abbinava al consumo di latte una probabilità maggiore dell'insorgenza dei tumori. Ora nel sito (sopra il link) sembra che faccia parte di uno degli alimenti da non consumare in caso di codesta malattia e, ovviamente, a chi è intollerante al lattosio. Il sito di Veronesi cita: Alcuni riscontri esistono, ma sono deboli per puntare il dito contro il latte e i suoi prodotti derivati, tra gli elementi che contraddistinguono la dieta mediterranea. Quando si parla di tumore, si intende uno spettro di oltre duecento malattie, accomunate dalla crescita incontrollata di una particolare linea cellulare.
Per il resto, ogni cancro fa storia sé. Il latte, come tutti i suoi derivati, contiene micronutrienti e composti bioattivi che possono influenzare il rischio di insorgenza (e di progressione) di un tumore. Ma quando si parla delle proprietà benefiche degli alimenti, le semplificazioni vanno evitate.
Dimostrare l’effetto di uno di essi, e non della qualità complessiva della dieta, sullo sviluppo dei tumori (considerando che gli effetti possono essere anche opposti, in base agli organi) è oggi quasi impossibile.
Gli studi condotti non sono stati sufficienti a rispondere a questa domanda. Dunque, così come cavoli, pomodori e melanzane - da soli - non fanno miracoli, un bicchiere di latte al giorno non "condanna" nessuno al cancro.
E, ovviamente, aggiungo io che ogni alimento va preso con la sua relativa moderazione (un vasetto di nutella alla settimana fa decisamente male, un cucchiaino ogni tre giorni meno)
Ma vediamo i pro del latte: In questo sito viene menzionata l'importanza di non fare assolutamente bere latte vaccino (o di altro animale) ad un neonato.
L'articolo prosegue con le Proprietà nutrizionali del latte;
In questo paragrafo prederemo in oggetto i latti commerciali, tipicamente quelli di origine vaccina.Il latte ha una densità calorica bassa, in virtù dell'elevatissima percentuale d'acqua – con modeste ma non trascurabili differenze in base al livello di scrematura.
Il latte intero è più ricco di lipidi – buona parte dei quali saturi – mentre quello scremato ne contiene pochissimi; il parzialmente scremato costituisce un compromesso tra i due. Il colesterolo, seppur presente, non costituisce un limite nemmeno a porzioni elevate.
Le proteine, ad alto valore biologico – ovvero che soddisfano pienamente i fabbisogni di amminoacidi essenziali dell'uomo – sono presenti ma non troppo abbondanti; più precisamente, sono concentrate in misura di circa 1/8 rispetto alla carne di pollo.
Il latte contiene lattosio, un glucide polisaccaride. Per chi lo digerisce, svolge la normale funzione energetica.
Il contenuto vitaminico è interessante soprattutto in merito a molte molecole idrosolubili del gruppo B, in particolare la riboflavina (vit. B2), e in merito alla vitamina A (retinolo).
Anche l'apporto minerale è parecchio apprezzabile. Abbondano vari elementi tra i quali spiccano soprattutto il fosforo e il calcio.
Perché dicono che il latte infiamma?
È difficile rispondere a questa domanda, poiché gli studi effettuati dimostrano esattamente il contrario.Alcune correnti di pensiero aborrano il latte in tutto e per tutto e, come spesso accade in questi casi, sii trascorre più tempo a cercare di dimostrare ciò in cui si crede che a credere in ciò che è dimostrato.
Per chi non crede ai complotti, sarà interessante sapere che l'ultima revisione sistematica dell'American Society of Nutrition ha dimostrato che il consumo di latte e latticini non determina alcun effetto pro-infiammatorio né nei soggetti sani, né in quelli obesi o con dismetabolismi.
Fino a prova contraria, il latte non infiamma l'organismo.
Insomma... un bicchiere ogni tanto non causa morte certa come alcuni cercano di insinuare!!! E poi, il mio nuovo bollilatte (oltre ad essere efficentissimo e a schiumare anche latte di soia e altri che solitamente dicono che non si montano) fa un egregia figura sul piano della mia cucina!!!















