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venerdì 23 maggio 2025

𝓓𝓾𝓮 𝓰𝓲𝓸𝓻𝓷𝓲 𝓪 𝓢𝓪𝓷 𝓜𝓪𝓻𝓲𝓷𝓸 𝓮 𝓭𝓲𝓷𝓽𝓸𝓻𝓷𝓲!

Non avendo scritto a caldo le emozionali sensazioni del momento mi ritrovo ora a voler estendere questo mio reportage sulla Repubblica di San Marino con la memoria ancora assonnata e lo stregatto che devo incollare a causa di rottura improvvisa.
La reale missione della gita era, oltre a rivedere il grazioso Borgo, quello di trovare abiti economici sfruttando la frontiera... quest'ultimo scopo ha fatto miseramente cilecca, non è vero che costa tutto meno e, qui, non fanno gli scontrini.
O almeno li fanno solamente se l'importo speso supera o i 5 o i 10 €, ovviamente questo riguarda il piccolo Borgo mentre non so se così è anche a Serravalle luogo in cui mi son fermata al rientro per visitare il centro commerciale Atlante; altamente intenzionata a trovare offerte e miseramente uscita con un po di cancelleria e una manciata di cosmetica. Lo stregatto (ne avevo già acquistato uno a Roma, nei pressi della Città del Vaticano) una statuetta di gatto nero con il cappello da strega, mi piaceva anche con il libro ma ho preferito quello aggrappato alla scopa... bene, si è rotto il manico e ora lo devo incollare! Oltre allo stregatto e poco altro non ho portato a casa grandi cose, non sono amante di Souvenir e cianfrusaglie eccessive ma San Marino è graziosa anche e soprattutto per gli infiniti negozi di oggettistica che fanno parte anch'essi dell'attrattiva del luogo.

L'arrivo ha inizio con la visita al museo delle curiosità, un museo privato dal costo d'ingresso di €9, un luogo che ospita un centinaio di oggetti curiosi, la maggior parte originali, un luogo buffo nel suo contenuto che, sicuramente consiglio nella visita anche per la stranezza degli oggetti storici che erano di uso comune e che oggi sarebbero inimmaginabili. 
Proseguo la passeggiata lungo i viottoli del Borgo osservando particolarità, paesaggio ed elementi cittadini, ovviamente le photo son d'obbligo e la curiosità è grande nel capire ed intuire i percorsi, gli stradelli, i sottopassi che collegano i viali creando scorciatoie pedonali e, a volte, impercettibili. Come nel caso mio che ho chiesto ad una ragazza se si poteva passare, lo credevo il giardino privato di casa sua, invece no, o forse e ne danno il permesso? Chissà! Fatto sta che ho avuto più di una volta la sensazione di finire poi di fronte alla porta d'ingresso di qualcuno, o nel giardino privato di qualcun altro. 
Proseguo verso il Giardino dei Liburni, il Teatro, poi verso la Cava dei Balestrieri di cui la storia narra che le sue pareti di roccia furono utilizzate per il restauro del Palazzo Pubblico e oggi utilizzata per il palio dei balestrieri, eventi e attività sportive. Sosta per una Piada in un locale dallo spettacolare panorama e veramente molto scenografico oltre che discreto nel gusto e mediamente conveniente, per poi proseguire verso La prima Torre, la Rocca Guaita e poi ancora verso la Seconda torre Cesta, alla terza torre Montale non ci sono arrivata; troppo distante, non visitabile e ormai la batteria del cellulare era all'1%. Il biglietto è di €8 che le comprende entrambe assieme ad altri musei pubblici da me visitati, ma non tutti, la mattina successiva (Palazzo Pubblico e il Museo del francobollo e della moneta). Purtroppo poi la giornata ha perso di intensità, ho preso possesso della mia stanza in un grazioso hotel che, anziché offrirmi la singola già pagata mi hanno fatto soggiornare, allo stesso importo, in una matrimoniale. La stanchezza si stava presentando, il cellulare l'ho prontamente messo sotto carica, la siesta è stata veramente doverosa ma? Ho lasciato oltrepassare il tempo per l'ultimo ingresso utile al Museo del francobollo e della Moneta che ho dovuto quindi rimandare. Ho però continuato a perlustrare i viottoli e ho percorso il sentiero per andare a vedere una delle ex Gallerie della Ferrovia San Marino-Rimini distrutta nella seconda guerra mondiale che però ho trovato non accessibile. Altra galleria l'ho poi trovata più vicina al centro, dopo la stazione del bus ma, purtroppo, ero già sul bus!
Cena al London Pub e poi doccia e riposo per svegliarmi arzilla e riposata per assaporare la squisita crostata ai frutti di Bosco fatta in casa nell'hotel... ne ho mangiate tre fette e poi mi sono limitata per rispetto di chi era ancora tra le lenzuola. 
Il museo del Francobollo e della moneta è stupendo già dal primissimo scritto trovato che ricorda; 'Senza dimenticare, tuttavia, che come recita un antico detto "La Libertà non vi è oro che possa pagarla" '. I primi francobolli a San Marino vengono stampati ed emessi nel 1877, è Rowland Hill che nel 1837 inventò il francobollo.La convenzione postale tra San Marino e il Regno d'Italia li autorizza a stampare i propri francobolli presso l'officina carte valori Italiana di Torino.  Hanno da sempre avuto rapporti speciali con gli Stati Uniti D'America, con intrecci di differenti storie tra cui quella della lettera inviata da Abraham Lincoln in risposta ai capitani reggenti al fenomeno dell'emigrazione, tanti cittadini viaggiano oltre oceano a cercare fortuna costituendo una colonia che mantiene sempre vivo il legame con le origini. Lo Scudo Sammarinese è una moneta d'oro avente corso legale unicamente all'interno della Repubblica di San Marino, ha peso legale di 3 grammi e viene coniata per conto della Repubblica dall'Istituto Polifrafico e Zecca dello stato Italiano. E' emessa puramente per fini numismatici ma può essere utilizzata come moneta commerciale nel territorio Sammarinese ove ha corso legale. 
Proseguo con la visita al Palazzo Pubblico che è sede Governativa luogo in cui si celebrano le cerimonie ufficiali ed è sede dei principali organi istituzionali e amministrativi per questo motivo non sempre è visitabile e non tutte le stanze sono accessibili. Torno sui miei passi per prendere il Borelli Bus in direzione Serravalle in cui entro in quello che è un shopping center da marche di alto prezzo, molti negozi chiusi o in apertura, una farmacia e uno studio dentistico al quinto piano e le toilette  solo ai primi due. Mi fermo qui per il pranzo dopo aver acquistato un po di Cosmesi :Due biscotti dal sapore di stazionamento in dispensa accompagnati da un discreto caffè macchiato. E poi? potevo non entrare in Coop? Nella Titan che ha gli stessi identici articoli dell'Emiliana Romagnola? Situata proprio a fianco del mega Center Atlante con l'addetto alla pescheria che si è reso conto di non aver dato una seppia alla cliente che l'ha pagata e che ha informato tutti che quella consueta cliente dovrà avere una seppia in più la prossima volta. Okkay!! Tra la seppia e io che chiedo info su possibili negozi di abbigliamento a prezzo equo mi son fatta anche due chiacchiere con i commessi. 
Torno a Rimini schiacciata contro lo sportello di un bus eccessivamente affollato e mi faccio il mio consueto giro piada x cena! Prima, però, mi soffermo attirata da un negozio pieno di cappelli; riuscirò ad acquistare almeno quello da sole per quando sono in giro con il sole cocente? ne vedo uno che mi garba; Ma quale colore? Sono indecisa e? Il simpatico commesso mi ha offerto; Due a 10€ ... si va bè ... almeno qualcosa di abbigliamento l'ho acquistato!!! 

domenica 23 marzo 2025

23 Marzo, Giornata FAI - Cos'ho visto? Il Palazzo Ducale di Sassuolo e l'istituto Venturi Ex Accademia Ducale Atesina di Belle Arti

 

Percorro i viali di Modena con la speranza di riuscire a raggiungere in tempo la fila di quella che sarebbe dovuta essere la mia scuola superiore. Ma saresti riuscita a disegnare i modelli d'ispirazione agli studenti situati nella Galleria delle Statue? Francamente non penso sarei riuscita a raggiungere livelli d'Arte come quelli esposti e dagli studenti dipinti, il mio estro non ha mai raggiunto tali dettagli o particolari sfumature di colori.. Ora poi... che mi spazientisco se non riesco nell'immediato... 

Fortunatamente hanno prolungato l'orario di chiusura e hanno aumentato il numero dei partecipanti ad ogni visita così, dopo più di un'ora d'attesa e dopo essermi ripromessa di spendere in autunno almeno i 39€ della tessera Fai che dà l'accesso prioritario ad ogni luogo, eccomi ad ascoltar le giovani studentesse nostre guide. 

La narrazione ha inizio con la spiegazione dell'architettura dell'edificio, dai sette Archi allo stemma D'Este e poi prosegue internamente con la spiegazione di solo alcune delle statue presenti all'interno della galleria a causa della velocizzazione causata dalla fila ancora presente. All'interno anche la statua di Adolfo Venturi studente dell'Accademia. A lui intitolato l'istituto per la sua opera come professore di Storia Dell'arte all'università di Roma. La scuola si è fondata su ciò che rimaneva dei precedenti istituti artistici; Accademie del Nudo, Accademia degli Architetti, dei Pittori, degli scultori.. nell'anno 1923. Precedentemente, attorno al 1800, divenne l'Accademia Atesina di Belle Arti.

Come itinerario del percorso di visita è stato compreso; L'Aula in cui gli studenti più virtuosi venivano premiati con la relativa spiegazione dei decori presenti al soffitto. La Biblioteca in cui è presente il teschio qui situato sin dal 1800 appartenente al pittore Correggio. Si è poi scoperto in seguito essere il cranio di una donna ma però, ormai, la certificazione di autenticità è data quindi è "ufficialmente" dell'antico Pittore. 
La visita si conclude in quella che è l'esposizione di polveri colorate e mortaio per spiegare l'accuratezza nello studio allo scopo di cercare di rappresentare anche l'antico metodo di colorazioni utilizzato nell'antichità, metodo che ha innescato la creazione della pittura. 

Da Fila F.A.I a Fai
la Fila è un'attimo !!!



Per fortuna son riuscita ad entrare e non è accaduto come il pomeriggio precedente a Sassuolo che, alle 16:15, già gli operatori Fai hanno cacciato via l'eccesso di Fila e mi son ritrovata così ad accedere il giorno successivo concentrando così le due visite (e le due attese) in un'unico pomeriggio.
 Le stanze del Palazzo Ducale di Sassuolo già le ho viste almeno due volte,   un'ulteriore ingresso l'ho avuto durante l'esposizione con relativa   spiegazione della restaurazione di quadri ospitati a causa di un'alluvione. E ora? Come perdermi i passaggi segreti? It's impossible!!!  

Le mimetizzate porticine da me sempre fotografate sono state finalmente spalancate (Non tutte) e si è qui vista la finestrella che serviva per spiare nel salone adiacente. Le Lattrine (il preistorico WC) in cui veniva gettato tutto il raccolto dalle tinozze e i percorsi invisibili e privi di decori. Il secondo passaggio che hanno mostrato era quello utilizzato dagli Este per raggiungere, dalle loro stanze, il terrazzo che permetteva loro di assistere alla messa della sottostante chiesa senza uscire da palazzo (chissà se erano in ciabatte???? Penso) e visualizzando il contesto dal balcone come se fossero nel Pulpito. 

Il pomeriggio di fila tra la folla è stato piacevolmente quieto tra la pizza grana e aceto Balsamico che mi ha rimesso in sesto a tardo pomeriggio. Con il piacevole incontro di una vecchia conoscenza. Con l'incognita del: "Chissà se quelli in fondo riusciranno ad entrare" e con il relativo dubbio all'uscita della visita con un: "No! C'è ancora fila, quelli non entrano di certo". Con la domanda alla guida: "Ma continuate ancora nonostante siano già le 17:30?", "Si, abbiamo avuto il permesso di proseguire fino alle 18:30". E con il solito "Vecchietto non così tanto vecchietto" che "Mette al suo posto" un secondo Vecchietto visibilmente più vecchietto che mi stava per passare d'avanti ed io, stordita come una cozza neanche me n'ero accorta!!! "Ma non è con la sua mamma? C'avranno la stessa età" E io che già li avevo mentalmente congiunti, avrebbero anche fatto una bella coppia!!! 

venerdì 21 febbraio 2025

Alla Scoperta Di Vezzano Sul Crostolo

Quarantanove album residui! Come non scegliere un'altra scuola considerando il venerdì di Ferie? Come non organizzare una "Gita fuori Porta" approfittando della concomitanza dei due eventi? Come non scegliere una scuola con possibili albe montane che colorano ancor più la gita? 
Il numero degli Album è stato quasi perfetto! Son corsa via dopo averli terminati e, neanche raggiunta l'auto, ho visto la bidella uscire per chiudere il cancello, direi che al massimo tre fanciulli son rimasti senza, quindi ho fatto bene a progettar codesta gita! Ovviamente il navigatore mi avrebbe fatto prendere uno stradello sterrato rischiando di bucar gomma e sospensione ma, ormai lo conosco e mi sono abituata ad osservar le vie e, dopo due inversioni, eccomi ad imboccar la via corretta in un tempo puntuale e preciso. 
Dopo aver fatto Photo, recensione, dopo aver terminato gli album, passato in edicola, chiesto se potevo lasciar lì l'auto parcheggiata per un poco, ecco che mi incammino verso il bar Denis per uno svuoto vescica e una sosta caffè e Brioches.
La Brioches integrale alla confettura di mora è sublime in quel bar, tornerei a Vezzano sul Crostolo solo per rimangiarne ancora... chissà se qui in pianura ne troverò mai una così!!!
Tornando sui miei passi trovo un borgo visibilmente antico e, praticamente in strada nella via IV Novembre, trovo "L'ufficio Podestarile" che, in un primo acchito, avevo letto "Ufficio Postarile" e già mi ero immaginata il preistorico postino!!! Okkey!!! No, invece no, il Podesta era nel Medioevo il titolo più alto nella carica civile nel governo della città (Praticamente l'antico Sindaco). Peccato trovare l'edificio in stato di abbandono, non visibile internamente ma solo ricco di targhe illustrative che ne identificano le sezioni. 

Il termine deriva dal latino potestas, col significato di autorità, potere, sovranità. La carica di podestà, la sua durata, nonché la residenza e il territorio di giurisdizione erano chiamati podesteria, in particolare durante il Medioevo e nei secoli successivi, più raramente durante il regime fascista. La lotta fra nobiltà e borghesia commerciale costituì una delle dinamiche storiche più importanti nella turbolenta vita comunale. In seguito a questi contrasti, la figura politica del podestà si sostituì o si affiancò a quella del consiglio dei consoli, che governava i Comuni medievali a partire dalla fine del XII secolo. Tale carica, contrariamente a quella di console, poteva essere ricoperta da una persona non appartenente alla città che governava (per questo era detto anche podestà forestiero), in modo da evitare coinvolgimenti personali nelle controversie cittadine e garantire l'imparzialità nell'applicazione delle leggi. Il podestà era eletto dalla maggiore assemblea del Comune (il Consiglio generale) e durava in carica, di solito, sei mesi o un anno. Doveva giurare fedeltà agli statuti comunali, dai quali era vincolato, e alla fine del mandato il suo operato era soggetto al controllo da parte di un collegio di sindaci.
Il podestà era, dunque, un magistrato generalmente al di sopra delle parti, una specie di mediatore, a cui era affidato il potere esecutivo, di polizia e giudiziario, divenendo di fatto il più importante strumento di applicazione e di controllo delle leggi, anche amministrative. Il podestà non aveva, invece, poteri legislativi, né il comando delle milizie comunali, che era affidato al capitano del popolo.


Con il passare degli anni, la carica di podestà divenne un vero e proprio mestiere esercitato da professionisti, che cambiavano spesso sede di lavoro e ricevevano un regolare stipendio. Questo continuo scambio di persone e di esperienze contribuì a fare in modo che le leggi e la loro applicazione tendessero a diventare omogenee in città anche distanti tra loro, ma nelle quali avevano governato gli stessi podestà.
Peccato per il degrado dell'edificio!!! Sarei entrata a vederne gli interni!


Alla Scoperta Di Vezzano Sul Crostolo ; Parco "La Pinetina" e L'"Ecoparco di Vezzano"

I Parchi Possibilmente visitabili nei dintorni sono tre, il terzo, il "Parco Matildico di Montalto" quello che avrei volentieri visitato dopo aver letto de suo lago, della possibilità di percorrerlo in canoa, del ponte sospeso e della presenza di vari animali in libertà era purtroppo chiuso.  
Eccomi così ad entrare dall'ingresso dell'Ecoparco adiacente e diviso solo da cancelli e un basso recinto al confinante parco la Pinetina. Il primo è un percorso a piedi in cui è segnalata un'antica frana e i vari percorsi di difficoltà. Purtroppo non molto visibili i percorsi se non uno che ho trovato eccessivamente fangoso. Il secondo parco è invece strutturato per famiglie, entrambi gratuiti. Quest'ultimo ospita in gabbie e liberi vari esemplari tra cui Pavoni, Daini (per questi non ho fatto in tempo ad attivar la telecamera) Cavie, tartarughe e altri liberi che non ho visto o notato. 


sabato 12 ottobre 2024

Ma Cos' ho Visto a Torino City ???? Qui I Monumenti in Dettaglio !!!

 Innanzitutto eccomi al consueto calcolo delle spese da me sostenute per le tre notti e i quasi quattro giorni nella Splendida Torino City;

- 1° giorno €26,35 Di Cui;     °colazione all'arrivo 3,80 -> Pain Suisse e caffè Macchiato
    °Pranzo Piada -> 5,30
    °spuntino x ricarica cellulare (ho dimenticato a casa il cavetto         adatto alla Power) -> Bicerin da 8,80
    °cavetto Power -> 4,95
    °cena stria al trancio -> 3,50

- 2° giorno €26,40 Di Cui;
    ° 4,30 colazione con brioches ottima, caffè macchiato e                     biscottone artigianale
    ° 8,00 pranzo Con Crostone stracciatella, acciughe e la salsa all'aglio
    °3,30 spuntino comprensivo di due biscotti tipici tenuti in borsa per una mini colazione al B&B perché poi ho voluto provare un'altra specialità.
    °10,00 pizza al Tegamino con coca-cola e coperto
    °0,80 cent elemosina fatta a due musicisti perché mi hanno fatto da sottofondo a due video in cui filmavo i paesaggi
- 3° giorno €46,87 Di Cui;
    ° Colazione 3,30 (meritatissimi)
    ° Pranzo 3€ (ho finalmente ritrovato il sapore quasi identico alla          focaccia Genovese ✌️(strameritati)
    ° 3,20 caffè per pipì più biscotto per colazione del giorno sucessivo
    ° 6,50 cioccolatini della cioccolateria Pfatisch all'uscita dalla mostra
    ° 3,17 ciapatine perché non ho avuto più fame... 😲 Chi io???
Di cibo 19,17 a cui occorre aggiungere;
    °15,70 per due cose in un negozio di prodotti naturali e senza confezioni inquinanti
    °12,00 libro acquistato a ispirazione sulla psicologia dell'inconscio attraverso i sogni

- 4° giorno €16,70 Di Cui;     ° colazione/Pranzo 6,60
    ° post pranzo/merenda prima della partenza 6,30
    ° souvenir per me 3,50
    ° acqua per viaggio 0,30
- Torino Piemonte Card €45
- viaggio andata €22,55
- Viaggio Ritorno €28,65
- alloggio €90+10 di mancia
- ascensore panoramico €7
Per un totale di 319,52 per tre notti e quattro dì (Più circa 3 per i fili interdentali che ne ho ancora)


MOLE ANTONELLIANA 

La visuale dall'alto dell'intera città vale indubbiamente il prezzo del biglietto che è di 7 € se si possiede la Torino Piemonte Card, diversamente il prezzo è di €9,00. E' stata per moltissimi anni l’edificio in muratura più alto d’Europa. Il 10 aprile 1889, con la posa del Genio Alato, la Mole raggiunse quota 167,35 metri. Nessun altro edificio la superò fino al 1953, quando a causa del crollo della guglia, la Mole venne superata in altezza dal campanile di Ulma, in Germania.
La Mole Antonelliana nacque come sinagoga, progettata dall'architetto Alessandro Antonelli, e terminata dal figlio Costanzo. La Mole ha rappresentato per anni l'edificio più alto della città con i suoi 167 metri di altezza. Attualmente ospita il Museo Nazionale del Cinema, con riproduzioni e locandine. Secondo alcune leggende e credenze legate alla magia bianca, l’opera di Antonelli sarebbe una enorme antenna che canalizza tutta l’energia positiva proveniente dal cielo e dalla terra grazie alla sua base piramidale e alla sua altissima guglia.... Ma nonostante questo una leggenda narra che chi sale sulla Mole Prima di Laurearsi non arriverà mai nella vita alla Laurea

MUSEO DEL CINEMA 
Esperienza STUPENDA!!! È bellissimo il museo e molto ben organizzato! Mi aspettavo di vedere una cosa simile quando sono andata a Cinecittà a Roma invece non è paragonabile... Questo è veramente molto interessante. Il costo d'ingresso sarebbe di €15 interamente compreso se si possiede la Torino Piemonte Card.
Il ricchissimo patrimonio conta oltre 2.300.000 di opere tra film, documenti d'archivio, fotografie, apparecchi e oggetti d'arte, manifesti, memorabili del cinema, volumi e registrazioni sonore, in una collezione considerata tra le più preziose al mondo. Si sviluppa a spirale su differenti livelli espositivi.
Ma cosa si vede nella mostra? L'archeologia del Cinema; una collezione di strumenti e attrezzature utilizzati dai pionieri del cinema per girare i primi film. La Fototeca; una vasta collezione di fotografie scattate durante la storia del cinema. Manifesti e Materiali Pubblicitari. La collezione di Apparecchi. La Cineteca; una vasta collezione di filmati, documentari e video d’arte, provenienti da tutto il mondo. 

PALAZZO FETTA DI POLENTA 
Trattasi di un palazzo, un ritaglio triangolare su tre piani realizzato nel 1840 su un esiguo appezzamento triangolare, quasi una scommessa per lo scarso spazio a disposizione. Fallite le trattative per ampliare l’area con l’acquisto della proprietà adiacente, Antonelli aveva voluto infatti dimostrare di essere comunque in grado di costruire una casa, recuperando in altezza ciò di cui non disponeva in larghezza.





MERCATO CENTRALE COPERTO 

A Porta Palazzo, nella piazza del mercato all'aperto più grande d'Europa, nasce il Mercato Centrale Torino. Una struttura di 4.500 mq divisa su tre piani con 28 botteghe degli artigiani, aule didattiche, laboratori e uno Spazio Fare dedicato agli eventi.
Esternamente i chioschetti delle bancarelle del mercato, nella parte non coperta, hanno sempre un particolare fascino se contrapposti agli antichi edifici e all' arcaico viale dallo storico incantevole sapore. La pioggia poi, rende il tutto rispecchiato in un asfalto che lo rispecchia!
La pavimentazione è ricca di sferiche targhette numerate di dubbio scopo... a cosa serviranno? Chissà!!! Ora che sono a casa ho cercato con calma sul web ma nulla ho trovato in riferimento se non cose simili a Genova per i ginnici Camminatori. L'unico collegamento più ovvio è dato dal posto occupato da ogni singola bancarella... sarà una sorta di numero civico per evitare lo sconfino??? Chissà... 


GALLERIA UMBERTO I

L'ho trovata un po' triste, sarà stata la pioggia ma è desertica, presumo che le attività si attivino la sera. Dal 1575 l’area fu sede dell’Ospedale Mauriziano, il più grande ospedale della città di Torino dell’epoca. Lì l’ospedale rimase per oltre tre secoli, fino al 1884 quando fu trasferito nella nuova sede di Corso Stupinigi per rispondere alle necessità di una città sempre più grande e popolata. L’edificio del vecchio ospedale Mauriziano fu acquistato nel 1888 dalla Ditta Bancaria Fratelli Marsaglia, che affidò all’ingegner Lorenzo Rivetti il progetto di ristrutturazione per trasformarlo in una delle più grandi gallerie commerciali di Torino.


PORTA PALATINA

Affascinante porta storica circondata da più vecchie e più nuove architetture, già nota come Porta Doranea a causa della presenza poco lontana della Dora Riparia nell'XI secolo, il nome Porta Palatina è da considerarsi sicuramente successivo all'epoca romana.


CATTEDRALE DI SAN GIOVANNI BATTISTA (duomo di Torino)

Sono entrata perché "Il Duomo non puoi non vederlo"... Che dire? Tutte le volte che entro in questi luoghi e ne vedo le maestosità, la ricchezza di architettura, la grandezza di culto non posso che pensare al mendicante fuori la porta che chiede elemosina o vende oggetti o alla "culla in cartone" sull'albero vista al parco vicino come probabile dormitorio. Inoltre mancano gli opuscoli in tutte le lingue come spiegazione al lato della "finta" sacra sindone (la presunta reale è alle spalle del duomo in collegamento con il palazzo reale). E poi? Ma chi è che paga per acquistare la scena cristiana in movimento con effetto ottico? Oddio cosa si sono inventati... Non hanno già abbastanza ricchezza alle pareti?





BIBLIOTECA REALE 

È assolutamente stupenda!!! Dall'ingresso gratuito il giro impiega il tempo che il visitatore crede sia più consono per lui. Collegata ai palazzi reali tramite la parte più in fondo non accessibile durante la visita ma con la possibilità di utilizzo come luogo di lettura.





MUSEI REALI 
Che dire se non che il drappo del trono stona con la tonalità rosea della parete della sala del Re? A parte questo piccolo dettaglio non propriamente insignificante se posizionato o restaurato in epoche successive, nel complesso è fantastico. Merita egregiamente il costo del biglietto che sarebbe di Euro 15 ma che è interamente coperto dalla Torino/Piemonte Card. 

Il Palazzo Reale di Torino è la prima e più importante tra le residenze sabaude in Piemonte, teatro della politica degli Stati sabaudi per almeno tre secoli. Assieme i Giardini Reali, la Biblioteca Reale, l'Armeria Reale, la Galleria Sabauda, il Museo di Antichità, il pian terreno di Palazzo Chiablese e la Cappella della Sacra Sindone è parte del complesso di quelli che sono i musei Reali nati nel 2014 con il nome di Polo Reale.
L' Armeria ha sculture in legno rivestire in vera pelle equina, sono così tutti i cavalli presenti nel'ampio salone a loro dedicato.
La sala da ballo è immensamente vuota di arredi ma comunque ricca nelle pareti come tutte le sale visitate all'interno.

I decori sono tutti maestosamente ricchi di dettaglio e l'occhio vaga con il dubbio di cosa osservare come primo elemento.
Per completare la visita al palazzo Reale non possono escludersi la Galleria Sabauda e i Giardini. La prima, è una galleria d'arte dove i dipinti di scuola fiamminga e olandese dal Quattrocento al Seicento si mescolano con le opere di molti maestri italiani. 
I Giardini Reali sono, infine, lo spazio verde ideale dove rilassarsi dopo la visita ai Musei Reali.
La fontana dei Tritoni, i mille fiori e i percorsi che portano alla scoperta di questo angolo di paradiso sono solo alcune delle bellezze che gli amanti della natura possono scoprire durante la loro visita.... questo anche se piove com'è accaduto alla sottoscritta.


CAPPELLA DELLA SACRA SINDONE

E' stata una cappella Palatina ad uso privato dei duchi di Savoia in cui la Sindone viene custodita dal 1578 anno del suo trasferimento a Torino da Chamberì. Qui si accede durante la visita al Palazzo Reale ma è collegata al Duomo tramite le due scale laterali e dall'immensa vetrata che si affaccia su questo. Detta anche Cappella del Guarini perché nel 1668 subentrò lui per il progetto dell'edificio e, in particolare, della Cupola nota per la sua complessità ed effetto ottico

MUSEO EGIZIO

Dicono sul Web che la durata della visita è attorno alle 2 ore ma mentono...  se non si sceglie la guida che ti spiega il percorso e se, come ho fatto io, ti metti a leggere, a osservare e a fotografare potrebbe volare un pomeriggio travolti dall'incanto di ciò che è stato, dell'antico culto immergendoti in quelli che sono le innumerevoli raffigurazioni, le storie e le interminabili pergamene. Video in cui spiegano quest'ultime come venivano lavorate, tecniche di scrittura sull'argilla che diveniva un contratto nel momento in cui il materiale si induriva. Sarcofagi e mummie con la sezione "Cadaveri" un pò troppo buia e gli innumerevoli animali anch'essi mummificati perché, nella loro cultura, era prevista la possibilità di "Portarsi dietro" ciò che al defunto era più caro (chissà però se ne attendevano la morte... di questo non c'è traccia). Si usava donare ai defunti anche denaro, cibo, i propri effetti personali e, in rari casi, sono state ritrovate tombe con più persone perché i più abbienti si portavano dietro anche gli schiavi. 
Fondato nel 1824, è considerato il museo di antichità egizie più importante dopo quello de Il Cairo, l'ingresso costa 8 Euro (il Web dice 19, forse con la guida) ma è interamente compreso nella Torino Piemonte Card

GALLERIA SUBALPINA 
Situata al lato di piazza Carlo Alberto (la piazza in cui ha sede la biblioteca, la sede universitaria del dipartimento di Matematica e l'ingresso a questo luogo. Curiosi i cartelli che indicano il Nord,il Sud, l'est e l'ovest nei quattro lati), del palazzo Carignano e di Piazza Castello al lato opposto la galleria ospita numerosi locali commerciali tra cui il Cinema Nuovo Romano. Sinceramente una delle mie preferite tra le tre dì Torino da me visitate.


CIMITERO MONUMENTALE
All'interno numerosi sono i capolavori che si celano dietro a un'atmosfera di tetra consapevolezza di quanto, lo scorrere del tempo, trascina ricordi di volti sconosciuti (qui il link ai monumenti). Ma come si fa a rammaricarsi di fronte a nomi sconosciuti? Qual'è il potere che questa tipologia di Luogo percorre l'animo e ne rattrista il pensiero? Assaporare il senso di volti ricordati forse solo per il fatto che risiedono da decenni in un sito monumentale. E' il potere della consapevolezza della Morte, di un finito, del certo che ha vinto sull'illusione, sul tempo o sulla fatalità. Ogni nome ha trascritto storie, vite, alcuni gloriose vittorie ma tutti racchiudono una fine comune; saranno ricordati? Saranno dimenticati? Saranno lasciti alle cure degli addetti comunali che si susseguiranno negli anni con lo scadere delle pensioni per poi ritrovarsi loro stessi nella medesima sorte catalogati negli elenchi mortuari senza più alcun sorriso? Il "Di là oltre la morte" è sempre stato un mistero, e se alcuni fossero diventati custodi dell'avvenire? 


QUARTIERE BORGO PO Borgh ëd Pò in piemontese

Le sue origini sono di un modesto borgo di pescatori e lavandai che sfruttavano, per vivere, le acque del fiumeRitenuta “non città” fino al l’abbattimento delle mura urbiche voluto da Napoleone, oggi qui si trovano gli edifici con le fasce di prezzo tra le più alte, noto anche come Gran Madre o pre collina, è ora considerato il quartiere più fighetto e snob della città.
Come monumenti qui troviamo "La Chiesa della Gran Madre" e il "Monte dei Cappuccini". Una delle leggende più diffuse legate alla costruzione della chiesa della Gran Madre è legata all'antico culto della dea Iside. Si dice, infatti, che la costruzione sorga proprio sul sito che in passato ospitava un tempio dedicato a questa divinità, conosciuta anche come Grande Madre.
PARCO DEL VALENTINO E IL SUO BORGO MEDIEVALE 
E' stupendo!!! Ricco di affascinanti decori, sculture visibili e nascoste, ponticelli e fiumiciattoli con cui ne assapori ogni fascino. Il tutto contornato da graziosi scoiattoli che non hanno timore umano ma ti passeggiano accanto senza privarsi del gusto di osservare i generosi di cibarie. 
Il Valentino ha un'estensione di 421000 m² e, secondo la classifica 2014 di TripAdvisor, risulta essere il parco italiano più apprezzato dai turisti.
Le creazioni fantasiose presenti in questo Parco sono state ideate e modellate del giardiniere e artista Rodolfo Marasciuolo.

Il Borgo Medioevale situato all'interno del parco del Valentino purtroppo non è visitabile e viene aperto solo durante eventi o manifestazioni. Ma come nasce? Non è una Rocca storicamente vissuta ma è stata costruita nel 1884 come Sezione di Arte Antica dell’Esposizione Generale Italiana. L’enorme successo di pubblico ottenuto dal Borgo fece sì che scampò alla sua distruzione prevista al termine dell’Esposizione e da molti anni fa parte dei Musei Civici della Città: ancora oggi questo ridente complesso di edifici a specchio del Po è uno dei luoghi più amati e visitati di Torino.
 

domenica 6 ottobre 2024

TORINO


Esco dalla stazione dopo un viaggio quasi perfetto ma, si sa, con Trenitalia l'agguato è dietro l'angolo e l'imprevisto ecco giungere con il tergicristallo volato via che ha fatto arrivare tardi il Regionale diretto a Torino P.Nuova, che lo ha fatto annullare e che ha fatto a tutti prendere quello delle 9:31 successivo ovviamente doppiamente carico e privo di posti a sedere.

Fortunatamente il seggiolino reclinabile frontale al bagno mi ha permesso comoda percorrenza accompagnata da tanfi olfattivi ogni qualvolta un passeggero apriva la porta del Wc.
Con il pancino che brontola dalla fame eccomi percorrere i primi viali per giungere alla mia primissima (ma aimè poi divenuta unica) degustazione del Pain Suisse; dal contenuto abbondantemente ricco di sublime confettura ai Lamponi.  Non essendo abituata alla possibilità di una farcitura così generosa la mia colazione è divenuta quasi indecorosa.

Percorro altri viali in direzione centro per raggiungere il mio alloggio veramente grazioso; un appartamento in cui l'ingresso dà su tre locali distinti. Un'abitazione divisa in due in cui il secondo alloggio è della proprietaria. Direi uno dei pochi B&b veramente legale che ho incontrato perché il proprietario alloggia nella home affittata. 
Alle 14:40 ho pagato e prenotato la salita all'ascensore della Mole, che dire? le City dall'alto son sempre spettacolari perché ne vedi i dettagli e ne fotografi le particolarità. 
Il resto del pomeriggio è stato quasi interamente dedicato all'esplorazione del museo del cinema; un percorso in cui viene raffigurata l'importanza della Luce per la proiezione di scene, i giochi di specchi e prisma in cui è possibile "Giocare" con le scene in esposizione.
Dallo studio di Luci, Ombre e Prisma nasce la Lanterna Magica, una specie di macchina fotografica antica che combina specchi e luci con lo scopo di creare immagini ottiche. Il tentativo di riprodurre il mutare della vita attorno a noi ha accompagnato la storia delle immagini esibite da scatole ottiche e lanterne magiche ed è stato risolto di volta in volta con originali sistemi di illuminazione o ingranaggi meccanici che hanno garantito una rappresentazione dinamica della realtà e suggestivi effetti spettacolari. 
L'evoluzione della scatola Magica e della scatola Ottica sono il Fenachistiscopio e lo stroboscopio, con loro nascono le prime sequenze di immagini in movimento della storia del cinema (attorno all'anno 1832).

Giungo così a un'immenso salone con al centro il passaggio dell'ascensore panoramico e ai lati scene di film in cui puoi sederti e assaporare lo stile creato nell'ambientazione in cui sosti. Il percorso prosegue con un'ulteriore piano in cui vengono riprodotti le fasi della realizzazione di un film; la Sceneggiatura, Il Casting, I costumi, Le Scenografie... Per Poi passare al piano di quelli che erano le vecchie Locandine Pubblicitarie. Il percorso prosegue ancora con una rampa che ti porta all'osservazione di pezzi di scena di film, il tutto contornato da pezzi argomentativi di com'è stato possibile la creazione di un determinato effetto speciale. 
Indubbiamente più affascinante, realistico e meglio strutturato rispetto a quella visitata a Cinecittà a Roma.
Esco dalla Mostra con un 2% di batteria al cellulare, purtroppo ho lasciato a casa il cavetto adatto alla Power quindi mi son sostata in un locale ad assaporare il mio primo Bicerin in attesa di un poco di ricarica. Giunta al 50% e avendo avuto informazione dal gestore del luogo in cui poter acquistare un cavetto idoneo mi ci tuffo e lo trovo immediatamente. 

Il giro prosegue con la visita alla fetta di polenta che è lì vicino; trattasi di un palazzo, un ritaglio triangolare su tre piani realizzato nel 1840 su un esiguo appezzamento triangolare, quasi una scommessa per lo scarso spazio a disposizione. Fallite le trattative per ampliare l’area con l’acquisto della proprietà adiacente, Antonelli aveva voluto infatti dimostrare di essere comunque in grado di costruire una casa, recuperando in altezza ciò di cui non disponeva in larghezza.

Nel Giorno successivo la pioggia scroscia già dal mio risveglio cullandolo di sapore autunnale, una volta pronta esco e mi dirigo affamata verso il bar della piazzetta/Aiuola per poi proseguire verso il mercato coperto. Ma non era coperto? Penso mentre reggo ben stretta il mio ombrello. 

Il mercato si compone di zone al chiuso in cui i locali sono suddivisi in differenti edifici; entrambi contenente cibo, il primo composto da locali in cui sono presenti zone di consumazione il secondo , invece, composto da banchi di cibo crudo in cui non sono entrata ma dalla vetrina si intravede una sorta di pescheria. Solo le graziose bancarelle esterne offrono, oltre a un'immensità di frutta e verdura, anche scarpe, sciarpe, pigiami, costumi ecc.... Indubbiamente estremamente grazioso da vedere con lo sfondo del contrasto con gli antichi palazzi.
Proseguo verso la Galleria Umberto I qui pochi sono i negozi aperti o allestiti, trattasi di un passaggio coperto tra due edifici in cui il bar dell'ingresso ne è il vero protagonista, continuo entrando nel Duomo dove incontro il venditore di ombrelli simpatico che mi chiede se ne voglio un'altro... non si sa mai ... No, grazie!!!  E poi? Che fare in una giornata di pioggia se non immergersi tra i musei? 

La Biblioteca Reale è spettacolare, con libri sui RITRATTI dei personaggi famosi dell'epoca tutti rivestiti in tessuto e chiusi dentro a teche di legno antico. Il Palazzo Reale nasce nel 1563 quando viene stabilita a Torino la Capitale, nel 1946, con la nascita della Repubblica Italiana diviene proprietà dello Stato. I decori sono ancora splendidi e integri, gli arredi parzialmente presenti, è ricca di cose antiche da vedere con l'aggiunta di sculture in legno rivestire in vera pelle equina, sono così tutti i cavalli presenti nella sala dell'armeria.


La Cappella della Sindone è il collegamento con il Duomo alle sue spalle in cui anticamente accedevano, la sua cupola è stata studiata per ricreare stelle e sagome e anche il giardino reale merita la visita (magari senza pioggia). Per la Collezione Sabauda occorre spostarsi in un'altro edificio sempre collegato a quello reale. Qui troviamo una marea di quadri un poco bruttarelli, non avevano molto senso artistico ... già mi immagino le pareti piene come raffigurato nella spiegazione dal soffitto al basso di quadri di persone che ti fissano... bah !!! Che gusti!!!

Mi fermo a mangiare un Crostone tipoco con Stracciatella, acciughe e Bagnet Verde (una Salsa all'Aglio) che ho trovato ottimo e poi via verso il Museo Egizio già prenotato sul Web. Il Museo è ricco di informazioni, forse anche troppe!!! Per seguirle e capirle tutte avrebbe impiegato l'intero Dì. 

Occasionalmente mi sono avvicinata a qualche guida narrante; Il Culto della sepoltura prevedeva che il defunto dovesse avere con sè tutto il necessario come le cose a lui care ma anche Cibo, soldi, alcuni volevano con sè le loro Lance, i propri animali anch'essi mummificati, in rari casi anche i servi perché si pensava potessero essere a loro utili. La Mummificazione prevedeva vari metodi e il volto veniva dipinto o coperto per far apparire il defunto sempre splendente. 
Non solo sarcofagi al museo ma anche la scrittura, i metodi di fabbricazione delle pergamene, antichi contratti su pietra in cui il patto veniva rotto con la rottura di questa (ma se accidentalmente cadeva senza rottura di patto???). 
Girando tra le piazze, tra le gallerie, tra i vecchi e i più nuovi viali eccomi giungere alla farmacia del Cambio, un bar che ha mantenuto il nome dello storico locale. Non sono entrata ma ho preferito il Peppino al fianco in cui, oltre al caffè, ho acquistato anche due biscottoni da staccar la fame il mattino successivo, anzi tre perché la commessa me ne ha regalato uno. Ho raggiunto Piazza San Carlo sperando di assaggiare il famoso gelato ma, Haimè, già era chiuso. "Vado al locale Fior Fiore Coop dentro alla galleria Lux San Federico?" Sono andata ed è a dir poco affascinante ma ho preferito proseguir verso un locale che mi ha fatto mangiare la pizza al tegamino. Buona, un pò troppo  sbruciacchiata per i miei gusti e sembra uguale di gusto a una pizza classica se non che è un pò più alta. 
Chiacchiere post doccia con la signora del B&b e poi, Nanna!!! 

Il cimitero Monumentale di Torino è una vera e propria attrazione turistica, nonostante i tre funerali presenti sono entrata e ho osservato tombe artisticamente variopinte, qui sostano i corpi di numerose personalità storiche, più antiche e più moderne e di alcune è presente la didascalia con il cenno storico dedicato. Ovviamente un luogo di questo tipo non può che mettere tristezza ma anche pace di cuore e tanta felice sorpresa di conquiste sepolte. 
Ovviamente non è un posto idoneo per digerire il Pain au Chocolat da poco consumato e così eccomi a pranzare in un locale in cui ho ritrovato il soave gusto della deliziosa focaccia Ligure!!! Finalmente non ho pagato per una copia mal riuscita ma l'originale ne è più consono. 

Camminando mi ritrovo al Ponte Vittorio Emanuele I, dopo aver attraversato Borgo Po la chiesa "Gran Madre" che mi ha incuriosito perché già sentita in altro luogo; Secondo la tradizione la chiesa sorgerebbe sul luogo dove, nell'antichietà, si trovava un tempio dedicato alla Dea Egizia Iside, conosciuta anche come "Grande Madre". Si narra che nell'800 davanti alla chiesa venivano esposti i cadaveri dei mendicanti o degli sconosciuti in attesa di riconoscimento e che la statua alla sinistra della scalinata sia l'indizio per ritrovare il Santo Graal, leggenda che induce a pensare che la leggendaria reliquia si trovi proprio a Torino.

E poi? Un'immensa camminata per raggiungere e per percorrere il Parco del Valentino, ma ci sono anche gli scoiattoli che ti scoiattolano intorno!!!! Bellissimi e bellissimo l'intero contesto compreso il Borgo Medievale ancora chiuso e sbirciato solo tramite una fessura tra le due ante del portone principale. Che altro dire se non che è da vedere? Con il sole propizio poi, è stata una visione celestiale!!

Com'è Nato Il Bicerin !!!


Il Choco Story Torino è all'interno della Storica pasticceria Pfatisch in cui l'uscita è proprio sul suo laboratorio e nella visita è racchiusa parte della collezione e della lavorazione di questa pasticceria. All'ingresso viene consegnato un macchinino dalla forma di un telefonino che, compreso nel prezzo, ti permette, appoggiandolo sul lettore scelto, di ascoltarne la narrazione e godere della storia della pianta delle Fave esportate in vari stati. Il Trinitario è il più comune da cui sono nate altre forme come il Forestero e il Criollo di sapori e fragranze differenti. Occorrono 20 bacelli di Cacao per produrre un Chilo di Cioccolato e il gusto di questo dipende anche dall'essiccazione, o dall'integrità della fava.
Uscendo proprio dentro al negozio come non acquistar delizie??? Ho preso uno di ogni dolcetto per vedere qual'era il più buono... chi ha vinto? Tutti a pari merito!!! Caramente Buonissimi ma.... non avevano il cioccolato Bianco assaggiato durante la degustazione alla visita!
Piazza Solferino è stata l'ambientazione di molte scene del film "La seconda volta" (1995), Il civico 20 è stato prima sede del giornale "La Stampa".Circondata da vari palazzi Storici qui troviamo, oltre a un'area verde, sculture vecchie e nuove tra cui "La nuova Meridiana" di Lucio Morra, Una Statua equestre e la "Fontana Angelica" (28 Ottobre 1930) costituita da quattro gruppi di statue che richiamano alle quattro stagioni con, all'interno della vasca, dodici mascheroni con i segni zodiacali.

Poi giro alla ricerca di cibo; cosa mangio stasera? cos'è che il mio corpo ha voglia di assaggiare? Stranamente non ho fame, sarà il lungo camminare, sarà che la visita di stamane mi ha lasciato l'amaro in bocca, sarà che la stanchezza ha preso il sopravvento ... chissà... fatto sta che decido di entrare in un supermercato per vedere se mi sale l'ispirazione, osservo le curiosità e ne noto alcune che avrei volentieri acquistato ma... altri dolci??? AIUTO!!! No! Opto per qualcosa di più sobrio ed esco per poi bloccarmi di fronte a una libreria, l'istinto di entrare è stato grande e così ho fatto. Presa dall'impulso chiedo un libro specifico che già volevo acquistare a Napoli ma che non ho trovato, cioè non è specifico di un autore me è specifico di un determinato argomento e, si direbbe, che l'ho trovato... devo solo leggerlo per scoprirlo! Sono nei vicoli del Ghetto Ebraico una porzione di Città compresa tra le vie Maria Vittoria, Bogino, Principe Amedeo e San Francesco da Paola in cui sorgono alcuni locali assai strani in cui una Pasticceria d'alto livello si traveste con la maschera di una profumeria rinomata... leggi la scritta, guardi la vetrina e pensi "Ma sono lo stesso locale???".

Ma la Tazzina la devo mettere all'orecchio come al Chocolate Story? Sono al museo Lavazza e qui, per dialogare con la didattica presente nel percorso, ti consegnano una lattina che devi solo appoggiare al piattino virtuale. Ora ho capito la finalità di questi aggeggi; all'interno dei percorsi trovi gli scenari in cui scattarti photo e Selfie in vari modi come nel salotto assieme alla storica Carmencita, il personaggio degli antichi caroselli Lavazza e poi ti inviano tutto tramite mail non so se gratuitamente o a pagamento ma, tramite il numero della tazza, hanno il riferimento corretto. Nel 1895 viene registrato il marchio Lavazza, attività rilevata nel 1894 da una piccola Drogheria. In esposizione vecchie e più nuove pubblicità e locandine con la storia della famiglia e l'albero genealogico in cui i discendenti ora ancora in vita ne hanno esposto il nome... chissà com'è essere esposti in un museo da vivi? bah chissà... 

La visita prosegue con l'usuale spiegazione sulla raccolta, lavorazione e macinatura con graziose tavole didattiche che ti illustrano il tutto e su cui è possibile interagire. Si ci imbatte poi in bobinoni di confezioni di caffè ancora da assemblare, si passa alla rappresentazione delle macchine per il caffè, al furgoncino Lavazza e alla degustazione gratuita di una bevanda a piacere, io ho scelto il Biberin in cialda che si mangia, buono! 
Nell'attesa dell'apertura ho girovagato per le vie adiacenti imbattendomi nella centrale elettrica di Torino, un edificio di fine Ottocento è una centrale di trasformazione di Energia Elettrica. Per poi arrivare all'area Archeologica della Chiesa Paleocristiana in cui è possibile osservarne gli scavi tramite una vetrina sui viali.

Mi dirigo verso il museo della Radio e della Televisione Rai dove incontro il Murales di Piero Angela una raffigurazione in stile Street Art finalizzata a rendere omaggio al personaggio che ha contribuito a rendere grande la Tv di Stato. Il Museo Gratuito ma piccino, è grazioso. Racchiude elementi storici della storia della radio e della comunicazione, racchiude rappresentazioni di scene di studio con le varie telecamere che permettono di riprenderti e vederti ripresa sullo schermo. 
Torno a riprendere il mio zaino e a salutare la signora promettendoci un caffè se ci sarà modo di rivederci, a salutare mentalmente "Sancio Trancio" il locale punto di riferimento per il B&b che ha buona focaccia ma poca scelta per le pizze per poi proseguire verso Piazza Castello perché l'ora del mio treno sta per giungere e non vi è più spazio per altre attrazioni più distanti. 

E cosa trovo? La finanza compie i 250 anni di attività. Natata il 5 Ottobre del 1774 proprio in Piazza Castello a Torino con il nome di "Legione Truppe Leggere" nasce come corpo speciale per la vigilanza finanziaria e la difesa militare dei confini del regno di Sardegna. Con l'unificazione D'Italia i corpi di finanza dei vari stati Italiani vennero uniti nel "Corpo di Guardie Doganali", istituito nel 1862. Nel 1881 assunse la denominazione di "Corpo della Guardia di Finanza", nel 1923 nasce la "Polizia Tributaria Investigativa" per contrastare il contrabbando, combattere l'evasione dei tributi e la criminalità organizzata. Negli anni successivi alla seconda guerra Mondiale in cui hanno partecipato, si sono modernizzati con l'ampliamento dei servizi come "Cinofili", "Aereo", "Alpini","Baschi Verdi". Dal 1° Gennaio 2017 è divenuta l'unica forza di polizia sul Mare.