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venerdì 23 maggio 2025

𝓓𝓾𝓮 𝓰𝓲𝓸𝓻𝓷𝓲 𝓪 𝓢𝓪𝓷 𝓜𝓪𝓻𝓲𝓷𝓸 𝓮 𝓭𝓲𝓷𝓽𝓸𝓻𝓷𝓲!

Non avendo scritto a caldo le emozionali sensazioni del momento mi ritrovo ora a voler estendere questo mio reportage sulla Repubblica di San Marino con la memoria ancora assonnata e lo stregatto che devo incollare a causa di rottura improvvisa.
La reale missione della gita era, oltre a rivedere il grazioso Borgo, quello di trovare abiti economici sfruttando la frontiera... quest'ultimo scopo ha fatto miseramente cilecca, non è vero che costa tutto meno e, qui, non fanno gli scontrini.
O almeno li fanno solamente se l'importo speso supera o i 5 o i 10 €, ovviamente questo riguarda il piccolo Borgo mentre non so se così è anche a Serravalle luogo in cui mi son fermata al rientro per visitare il centro commerciale Atlante; altamente intenzionata a trovare offerte e miseramente uscita con un po di cancelleria e una manciata di cosmetica. Lo stregatto (ne avevo già acquistato uno a Roma, nei pressi della Città del Vaticano) una statuetta di gatto nero con il cappello da strega, mi piaceva anche con il libro ma ho preferito quello aggrappato alla scopa... bene, si è rotto il manico e ora lo devo incollare! Oltre allo stregatto e poco altro non ho portato a casa grandi cose, non sono amante di Souvenir e cianfrusaglie eccessive ma San Marino è graziosa anche e soprattutto per gli infiniti negozi di oggettistica che fanno parte anch'essi dell'attrattiva del luogo.

L'arrivo ha inizio con la visita al museo delle curiosità, un museo privato dal costo d'ingresso di €9, un luogo che ospita un centinaio di oggetti curiosi, la maggior parte originali, un luogo buffo nel suo contenuto che, sicuramente consiglio nella visita anche per la stranezza degli oggetti storici che erano di uso comune e che oggi sarebbero inimmaginabili. 
Proseguo la passeggiata lungo i viottoli del Borgo osservando particolarità, paesaggio ed elementi cittadini, ovviamente le photo son d'obbligo e la curiosità è grande nel capire ed intuire i percorsi, gli stradelli, i sottopassi che collegano i viali creando scorciatoie pedonali e, a volte, impercettibili. Come nel caso mio che ho chiesto ad una ragazza se si poteva passare, lo credevo il giardino privato di casa sua, invece no, o forse e ne danno il permesso? Chissà! Fatto sta che ho avuto più di una volta la sensazione di finire poi di fronte alla porta d'ingresso di qualcuno, o nel giardino privato di qualcun altro. 
Proseguo verso il Giardino dei Liburni, il Teatro, poi verso la Cava dei Balestrieri di cui la storia narra che le sue pareti di roccia furono utilizzate per il restauro del Palazzo Pubblico e oggi utilizzata per il palio dei balestrieri, eventi e attività sportive. Sosta per una Piada in un locale dallo spettacolare panorama e veramente molto scenografico oltre che discreto nel gusto e mediamente conveniente, per poi proseguire verso La prima Torre, la Rocca Guaita e poi ancora verso la Seconda torre Cesta, alla terza torre Montale non ci sono arrivata; troppo distante, non visitabile e ormai la batteria del cellulare era all'1%. Il biglietto è di €8 che le comprende entrambe assieme ad altri musei pubblici da me visitati, ma non tutti, la mattina successiva (Palazzo Pubblico e il Museo del francobollo e della moneta). Purtroppo poi la giornata ha perso di intensità, ho preso possesso della mia stanza in un grazioso hotel che, anziché offrirmi la singola già pagata mi hanno fatto soggiornare, allo stesso importo, in una matrimoniale. La stanchezza si stava presentando, il cellulare l'ho prontamente messo sotto carica, la siesta è stata veramente doverosa ma? Ho lasciato oltrepassare il tempo per l'ultimo ingresso utile al Museo del francobollo e della Moneta che ho dovuto quindi rimandare. Ho però continuato a perlustrare i viottoli e ho percorso il sentiero per andare a vedere una delle ex Gallerie della Ferrovia San Marino-Rimini distrutta nella seconda guerra mondiale che però ho trovato non accessibile. Altra galleria l'ho poi trovata più vicina al centro, dopo la stazione del bus ma, purtroppo, ero già sul bus!
Cena al London Pub e poi doccia e riposo per svegliarmi arzilla e riposata per assaporare la squisita crostata ai frutti di Bosco fatta in casa nell'hotel... ne ho mangiate tre fette e poi mi sono limitata per rispetto di chi era ancora tra le lenzuola. 
Il museo del Francobollo e della moneta è stupendo già dal primissimo scritto trovato che ricorda; 'Senza dimenticare, tuttavia, che come recita un antico detto "La Libertà non vi è oro che possa pagarla" '. I primi francobolli a San Marino vengono stampati ed emessi nel 1877, è Rowland Hill che nel 1837 inventò il francobollo.La convenzione postale tra San Marino e il Regno d'Italia li autorizza a stampare i propri francobolli presso l'officina carte valori Italiana di Torino.  Hanno da sempre avuto rapporti speciali con gli Stati Uniti D'America, con intrecci di differenti storie tra cui quella della lettera inviata da Abraham Lincoln in risposta ai capitani reggenti al fenomeno dell'emigrazione, tanti cittadini viaggiano oltre oceano a cercare fortuna costituendo una colonia che mantiene sempre vivo il legame con le origini. Lo Scudo Sammarinese è una moneta d'oro avente corso legale unicamente all'interno della Repubblica di San Marino, ha peso legale di 3 grammi e viene coniata per conto della Repubblica dall'Istituto Polifrafico e Zecca dello stato Italiano. E' emessa puramente per fini numismatici ma può essere utilizzata come moneta commerciale nel territorio Sammarinese ove ha corso legale. 
Proseguo con la visita al Palazzo Pubblico che è sede Governativa luogo in cui si celebrano le cerimonie ufficiali ed è sede dei principali organi istituzionali e amministrativi per questo motivo non sempre è visitabile e non tutte le stanze sono accessibili. Torno sui miei passi per prendere il Borelli Bus in direzione Serravalle in cui entro in quello che è un shopping center da marche di alto prezzo, molti negozi chiusi o in apertura, una farmacia e uno studio dentistico al quinto piano e le toilette  solo ai primi due. Mi fermo qui per il pranzo dopo aver acquistato un po di Cosmesi :Due biscotti dal sapore di stazionamento in dispensa accompagnati da un discreto caffè macchiato. E poi? potevo non entrare in Coop? Nella Titan che ha gli stessi identici articoli dell'Emiliana Romagnola? Situata proprio a fianco del mega Center Atlante con l'addetto alla pescheria che si è reso conto di non aver dato una seppia alla cliente che l'ha pagata e che ha informato tutti che quella consueta cliente dovrà avere una seppia in più la prossima volta. Okkay!! Tra la seppia e io che chiedo info su possibili negozi di abbigliamento a prezzo equo mi son fatta anche due chiacchiere con i commessi. 
Torno a Rimini schiacciata contro lo sportello di un bus eccessivamente affollato e mi faccio il mio consueto giro piada x cena! Prima, però, mi soffermo attirata da un negozio pieno di cappelli; riuscirò ad acquistare almeno quello da sole per quando sono in giro con il sole cocente? ne vedo uno che mi garba; Ma quale colore? Sono indecisa e? Il simpatico commesso mi ha offerto; Due a 10€ ... si va bè ... almeno qualcosa di abbigliamento l'ho acquistato!!! 

venerdì 21 febbraio 2025

Alla Scoperta Di Vezzano Sul Crostolo

Quarantanove album residui! Come non scegliere un'altra scuola considerando il venerdì di Ferie? Come non organizzare una "Gita fuori Porta" approfittando della concomitanza dei due eventi? Come non scegliere una scuola con possibili albe montane che colorano ancor più la gita? 
Il numero degli Album è stato quasi perfetto! Son corsa via dopo averli terminati e, neanche raggiunta l'auto, ho visto la bidella uscire per chiudere il cancello, direi che al massimo tre fanciulli son rimasti senza, quindi ho fatto bene a progettar codesta gita! Ovviamente il navigatore mi avrebbe fatto prendere uno stradello sterrato rischiando di bucar gomma e sospensione ma, ormai lo conosco e mi sono abituata ad osservar le vie e, dopo due inversioni, eccomi ad imboccar la via corretta in un tempo puntuale e preciso. 
Dopo aver fatto Photo, recensione, dopo aver terminato gli album, passato in edicola, chiesto se potevo lasciar lì l'auto parcheggiata per un poco, ecco che mi incammino verso il bar Denis per uno svuoto vescica e una sosta caffè e Brioches.
La Brioches integrale alla confettura di mora è sublime in quel bar, tornerei a Vezzano sul Crostolo solo per rimangiarne ancora... chissà se qui in pianura ne troverò mai una così!!!
Tornando sui miei passi trovo un borgo visibilmente antico e, praticamente in strada nella via IV Novembre, trovo "L'ufficio Podestarile" che, in un primo acchito, avevo letto "Ufficio Postarile" e già mi ero immaginata il preistorico postino!!! Okkey!!! No, invece no, il Podesta era nel Medioevo il titolo più alto nella carica civile nel governo della città (Praticamente l'antico Sindaco). Peccato trovare l'edificio in stato di abbandono, non visibile internamente ma solo ricco di targhe illustrative che ne identificano le sezioni. 

Il termine deriva dal latino potestas, col significato di autorità, potere, sovranità. La carica di podestà, la sua durata, nonché la residenza e il territorio di giurisdizione erano chiamati podesteria, in particolare durante il Medioevo e nei secoli successivi, più raramente durante il regime fascista. La lotta fra nobiltà e borghesia commerciale costituì una delle dinamiche storiche più importanti nella turbolenta vita comunale. In seguito a questi contrasti, la figura politica del podestà si sostituì o si affiancò a quella del consiglio dei consoli, che governava i Comuni medievali a partire dalla fine del XII secolo. Tale carica, contrariamente a quella di console, poteva essere ricoperta da una persona non appartenente alla città che governava (per questo era detto anche podestà forestiero), in modo da evitare coinvolgimenti personali nelle controversie cittadine e garantire l'imparzialità nell'applicazione delle leggi. Il podestà era eletto dalla maggiore assemblea del Comune (il Consiglio generale) e durava in carica, di solito, sei mesi o un anno. Doveva giurare fedeltà agli statuti comunali, dai quali era vincolato, e alla fine del mandato il suo operato era soggetto al controllo da parte di un collegio di sindaci.
Il podestà era, dunque, un magistrato generalmente al di sopra delle parti, una specie di mediatore, a cui era affidato il potere esecutivo, di polizia e giudiziario, divenendo di fatto il più importante strumento di applicazione e di controllo delle leggi, anche amministrative. Il podestà non aveva, invece, poteri legislativi, né il comando delle milizie comunali, che era affidato al capitano del popolo.


Con il passare degli anni, la carica di podestà divenne un vero e proprio mestiere esercitato da professionisti, che cambiavano spesso sede di lavoro e ricevevano un regolare stipendio. Questo continuo scambio di persone e di esperienze contribuì a fare in modo che le leggi e la loro applicazione tendessero a diventare omogenee in città anche distanti tra loro, ma nelle quali avevano governato gli stessi podestà.
Peccato per il degrado dell'edificio!!! Sarei entrata a vederne gli interni!


Alla Scoperta Di Vezzano Sul Crostolo ; Parco "La Pinetina" e L'"Ecoparco di Vezzano"

I Parchi Possibilmente visitabili nei dintorni sono tre, il terzo, il "Parco Matildico di Montalto" quello che avrei volentieri visitato dopo aver letto de suo lago, della possibilità di percorrerlo in canoa, del ponte sospeso e della presenza di vari animali in libertà era purtroppo chiuso.  
Eccomi così ad entrare dall'ingresso dell'Ecoparco adiacente e diviso solo da cancelli e un basso recinto al confinante parco la Pinetina. Il primo è un percorso a piedi in cui è segnalata un'antica frana e i vari percorsi di difficoltà. Purtroppo non molto visibili i percorsi se non uno che ho trovato eccessivamente fangoso. Il secondo parco è invece strutturato per famiglie, entrambi gratuiti. Quest'ultimo ospita in gabbie e liberi vari esemplari tra cui Pavoni, Daini (per questi non ho fatto in tempo ad attivar la telecamera) Cavie, tartarughe e altri liberi che non ho visto o notato. 


domenica 6 ottobre 2024

TORINO


Esco dalla stazione dopo un viaggio quasi perfetto ma, si sa, con Trenitalia l'agguato è dietro l'angolo e l'imprevisto ecco giungere con il tergicristallo volato via che ha fatto arrivare tardi il Regionale diretto a Torino P.Nuova, che lo ha fatto annullare e che ha fatto a tutti prendere quello delle 9:31 successivo ovviamente doppiamente carico e privo di posti a sedere.

Fortunatamente il seggiolino reclinabile frontale al bagno mi ha permesso comoda percorrenza accompagnata da tanfi olfattivi ogni qualvolta un passeggero apriva la porta del Wc.
Con il pancino che brontola dalla fame eccomi percorrere i primi viali per giungere alla mia primissima (ma aimè poi divenuta unica) degustazione del Pain Suisse; dal contenuto abbondantemente ricco di sublime confettura ai Lamponi.  Non essendo abituata alla possibilità di una farcitura così generosa la mia colazione è divenuta quasi indecorosa.

Percorro altri viali in direzione centro per raggiungere il mio alloggio veramente grazioso; un appartamento in cui l'ingresso dà su tre locali distinti. Un'abitazione divisa in due in cui il secondo alloggio è della proprietaria. Direi uno dei pochi B&b veramente legale che ho incontrato perché il proprietario alloggia nella home affittata. 
Alle 14:40 ho pagato e prenotato la salita all'ascensore della Mole, che dire? le City dall'alto son sempre spettacolari perché ne vedi i dettagli e ne fotografi le particolarità. 
Il resto del pomeriggio è stato quasi interamente dedicato all'esplorazione del museo del cinema; un percorso in cui viene raffigurata l'importanza della Luce per la proiezione di scene, i giochi di specchi e prisma in cui è possibile "Giocare" con le scene in esposizione.
Dallo studio di Luci, Ombre e Prisma nasce la Lanterna Magica, una specie di macchina fotografica antica che combina specchi e luci con lo scopo di creare immagini ottiche. Il tentativo di riprodurre il mutare della vita attorno a noi ha accompagnato la storia delle immagini esibite da scatole ottiche e lanterne magiche ed è stato risolto di volta in volta con originali sistemi di illuminazione o ingranaggi meccanici che hanno garantito una rappresentazione dinamica della realtà e suggestivi effetti spettacolari. 
L'evoluzione della scatola Magica e della scatola Ottica sono il Fenachistiscopio e lo stroboscopio, con loro nascono le prime sequenze di immagini in movimento della storia del cinema (attorno all'anno 1832).

Giungo così a un'immenso salone con al centro il passaggio dell'ascensore panoramico e ai lati scene di film in cui puoi sederti e assaporare lo stile creato nell'ambientazione in cui sosti. Il percorso prosegue con un'ulteriore piano in cui vengono riprodotti le fasi della realizzazione di un film; la Sceneggiatura, Il Casting, I costumi, Le Scenografie... Per Poi passare al piano di quelli che erano le vecchie Locandine Pubblicitarie. Il percorso prosegue ancora con una rampa che ti porta all'osservazione di pezzi di scena di film, il tutto contornato da pezzi argomentativi di com'è stato possibile la creazione di un determinato effetto speciale. 
Indubbiamente più affascinante, realistico e meglio strutturato rispetto a quella visitata a Cinecittà a Roma.
Esco dalla Mostra con un 2% di batteria al cellulare, purtroppo ho lasciato a casa il cavetto adatto alla Power quindi mi son sostata in un locale ad assaporare il mio primo Bicerin in attesa di un poco di ricarica. Giunta al 50% e avendo avuto informazione dal gestore del luogo in cui poter acquistare un cavetto idoneo mi ci tuffo e lo trovo immediatamente. 

Il giro prosegue con la visita alla fetta di polenta che è lì vicino; trattasi di un palazzo, un ritaglio triangolare su tre piani realizzato nel 1840 su un esiguo appezzamento triangolare, quasi una scommessa per lo scarso spazio a disposizione. Fallite le trattative per ampliare l’area con l’acquisto della proprietà adiacente, Antonelli aveva voluto infatti dimostrare di essere comunque in grado di costruire una casa, recuperando in altezza ciò di cui non disponeva in larghezza.

Nel Giorno successivo la pioggia scroscia già dal mio risveglio cullandolo di sapore autunnale, una volta pronta esco e mi dirigo affamata verso il bar della piazzetta/Aiuola per poi proseguire verso il mercato coperto. Ma non era coperto? Penso mentre reggo ben stretta il mio ombrello. 

Il mercato si compone di zone al chiuso in cui i locali sono suddivisi in differenti edifici; entrambi contenente cibo, il primo composto da locali in cui sono presenti zone di consumazione il secondo , invece, composto da banchi di cibo crudo in cui non sono entrata ma dalla vetrina si intravede una sorta di pescheria. Solo le graziose bancarelle esterne offrono, oltre a un'immensità di frutta e verdura, anche scarpe, sciarpe, pigiami, costumi ecc.... Indubbiamente estremamente grazioso da vedere con lo sfondo del contrasto con gli antichi palazzi.
Proseguo verso la Galleria Umberto I qui pochi sono i negozi aperti o allestiti, trattasi di un passaggio coperto tra due edifici in cui il bar dell'ingresso ne è il vero protagonista, continuo entrando nel Duomo dove incontro il venditore di ombrelli simpatico che mi chiede se ne voglio un'altro... non si sa mai ... No, grazie!!!  E poi? Che fare in una giornata di pioggia se non immergersi tra i musei? 

La Biblioteca Reale è spettacolare, con libri sui RITRATTI dei personaggi famosi dell'epoca tutti rivestiti in tessuto e chiusi dentro a teche di legno antico. Il Palazzo Reale nasce nel 1563 quando viene stabilita a Torino la Capitale, nel 1946, con la nascita della Repubblica Italiana diviene proprietà dello Stato. I decori sono ancora splendidi e integri, gli arredi parzialmente presenti, è ricca di cose antiche da vedere con l'aggiunta di sculture in legno rivestire in vera pelle equina, sono così tutti i cavalli presenti nella sala dell'armeria.


La Cappella della Sindone è il collegamento con il Duomo alle sue spalle in cui anticamente accedevano, la sua cupola è stata studiata per ricreare stelle e sagome e anche il giardino reale merita la visita (magari senza pioggia). Per la Collezione Sabauda occorre spostarsi in un'altro edificio sempre collegato a quello reale. Qui troviamo una marea di quadri un poco bruttarelli, non avevano molto senso artistico ... già mi immagino le pareti piene come raffigurato nella spiegazione dal soffitto al basso di quadri di persone che ti fissano... bah !!! Che gusti!!!

Mi fermo a mangiare un Crostone tipoco con Stracciatella, acciughe e Bagnet Verde (una Salsa all'Aglio) che ho trovato ottimo e poi via verso il Museo Egizio già prenotato sul Web. Il Museo è ricco di informazioni, forse anche troppe!!! Per seguirle e capirle tutte avrebbe impiegato l'intero Dì. 

Occasionalmente mi sono avvicinata a qualche guida narrante; Il Culto della sepoltura prevedeva che il defunto dovesse avere con sè tutto il necessario come le cose a lui care ma anche Cibo, soldi, alcuni volevano con sè le loro Lance, i propri animali anch'essi mummificati, in rari casi anche i servi perché si pensava potessero essere a loro utili. La Mummificazione prevedeva vari metodi e il volto veniva dipinto o coperto per far apparire il defunto sempre splendente. 
Non solo sarcofagi al museo ma anche la scrittura, i metodi di fabbricazione delle pergamene, antichi contratti su pietra in cui il patto veniva rotto con la rottura di questa (ma se accidentalmente cadeva senza rottura di patto???). 
Girando tra le piazze, tra le gallerie, tra i vecchi e i più nuovi viali eccomi giungere alla farmacia del Cambio, un bar che ha mantenuto il nome dello storico locale. Non sono entrata ma ho preferito il Peppino al fianco in cui, oltre al caffè, ho acquistato anche due biscottoni da staccar la fame il mattino successivo, anzi tre perché la commessa me ne ha regalato uno. Ho raggiunto Piazza San Carlo sperando di assaggiare il famoso gelato ma, Haimè, già era chiuso. "Vado al locale Fior Fiore Coop dentro alla galleria Lux San Federico?" Sono andata ed è a dir poco affascinante ma ho preferito proseguir verso un locale che mi ha fatto mangiare la pizza al tegamino. Buona, un pò troppo  sbruciacchiata per i miei gusti e sembra uguale di gusto a una pizza classica se non che è un pò più alta. 
Chiacchiere post doccia con la signora del B&b e poi, Nanna!!! 

Il cimitero Monumentale di Torino è una vera e propria attrazione turistica, nonostante i tre funerali presenti sono entrata e ho osservato tombe artisticamente variopinte, qui sostano i corpi di numerose personalità storiche, più antiche e più moderne e di alcune è presente la didascalia con il cenno storico dedicato. Ovviamente un luogo di questo tipo non può che mettere tristezza ma anche pace di cuore e tanta felice sorpresa di conquiste sepolte. 
Ovviamente non è un posto idoneo per digerire il Pain au Chocolat da poco consumato e così eccomi a pranzare in un locale in cui ho ritrovato il soave gusto della deliziosa focaccia Ligure!!! Finalmente non ho pagato per una copia mal riuscita ma l'originale ne è più consono. 

Camminando mi ritrovo al Ponte Vittorio Emanuele I, dopo aver attraversato Borgo Po la chiesa "Gran Madre" che mi ha incuriosito perché già sentita in altro luogo; Secondo la tradizione la chiesa sorgerebbe sul luogo dove, nell'antichietà, si trovava un tempio dedicato alla Dea Egizia Iside, conosciuta anche come "Grande Madre". Si narra che nell'800 davanti alla chiesa venivano esposti i cadaveri dei mendicanti o degli sconosciuti in attesa di riconoscimento e che la statua alla sinistra della scalinata sia l'indizio per ritrovare il Santo Graal, leggenda che induce a pensare che la leggendaria reliquia si trovi proprio a Torino.

E poi? Un'immensa camminata per raggiungere e per percorrere il Parco del Valentino, ma ci sono anche gli scoiattoli che ti scoiattolano intorno!!!! Bellissimi e bellissimo l'intero contesto compreso il Borgo Medievale ancora chiuso e sbirciato solo tramite una fessura tra le due ante del portone principale. Che altro dire se non che è da vedere? Con il sole propizio poi, è stata una visione celestiale!!

Com'è Nato Il Bicerin !!!


Il Choco Story Torino è all'interno della Storica pasticceria Pfatisch in cui l'uscita è proprio sul suo laboratorio e nella visita è racchiusa parte della collezione e della lavorazione di questa pasticceria. All'ingresso viene consegnato un macchinino dalla forma di un telefonino che, compreso nel prezzo, ti permette, appoggiandolo sul lettore scelto, di ascoltarne la narrazione e godere della storia della pianta delle Fave esportate in vari stati. Il Trinitario è il più comune da cui sono nate altre forme come il Forestero e il Criollo di sapori e fragranze differenti. Occorrono 20 bacelli di Cacao per produrre un Chilo di Cioccolato e il gusto di questo dipende anche dall'essiccazione, o dall'integrità della fava.
Uscendo proprio dentro al negozio come non acquistar delizie??? Ho preso uno di ogni dolcetto per vedere qual'era il più buono... chi ha vinto? Tutti a pari merito!!! Caramente Buonissimi ma.... non avevano il cioccolato Bianco assaggiato durante la degustazione alla visita!
Piazza Solferino è stata l'ambientazione di molte scene del film "La seconda volta" (1995), Il civico 20 è stato prima sede del giornale "La Stampa".Circondata da vari palazzi Storici qui troviamo, oltre a un'area verde, sculture vecchie e nuove tra cui "La nuova Meridiana" di Lucio Morra, Una Statua equestre e la "Fontana Angelica" (28 Ottobre 1930) costituita da quattro gruppi di statue che richiamano alle quattro stagioni con, all'interno della vasca, dodici mascheroni con i segni zodiacali.

Poi giro alla ricerca di cibo; cosa mangio stasera? cos'è che il mio corpo ha voglia di assaggiare? Stranamente non ho fame, sarà il lungo camminare, sarà che la visita di stamane mi ha lasciato l'amaro in bocca, sarà che la stanchezza ha preso il sopravvento ... chissà... fatto sta che decido di entrare in un supermercato per vedere se mi sale l'ispirazione, osservo le curiosità e ne noto alcune che avrei volentieri acquistato ma... altri dolci??? AIUTO!!! No! Opto per qualcosa di più sobrio ed esco per poi bloccarmi di fronte a una libreria, l'istinto di entrare è stato grande e così ho fatto. Presa dall'impulso chiedo un libro specifico che già volevo acquistare a Napoli ma che non ho trovato, cioè non è specifico di un autore me è specifico di un determinato argomento e, si direbbe, che l'ho trovato... devo solo leggerlo per scoprirlo! Sono nei vicoli del Ghetto Ebraico una porzione di Città compresa tra le vie Maria Vittoria, Bogino, Principe Amedeo e San Francesco da Paola in cui sorgono alcuni locali assai strani in cui una Pasticceria d'alto livello si traveste con la maschera di una profumeria rinomata... leggi la scritta, guardi la vetrina e pensi "Ma sono lo stesso locale???".

Ma la Tazzina la devo mettere all'orecchio come al Chocolate Story? Sono al museo Lavazza e qui, per dialogare con la didattica presente nel percorso, ti consegnano una lattina che devi solo appoggiare al piattino virtuale. Ora ho capito la finalità di questi aggeggi; all'interno dei percorsi trovi gli scenari in cui scattarti photo e Selfie in vari modi come nel salotto assieme alla storica Carmencita, il personaggio degli antichi caroselli Lavazza e poi ti inviano tutto tramite mail non so se gratuitamente o a pagamento ma, tramite il numero della tazza, hanno il riferimento corretto. Nel 1895 viene registrato il marchio Lavazza, attività rilevata nel 1894 da una piccola Drogheria. In esposizione vecchie e più nuove pubblicità e locandine con la storia della famiglia e l'albero genealogico in cui i discendenti ora ancora in vita ne hanno esposto il nome... chissà com'è essere esposti in un museo da vivi? bah chissà... 

La visita prosegue con l'usuale spiegazione sulla raccolta, lavorazione e macinatura con graziose tavole didattiche che ti illustrano il tutto e su cui è possibile interagire. Si ci imbatte poi in bobinoni di confezioni di caffè ancora da assemblare, si passa alla rappresentazione delle macchine per il caffè, al furgoncino Lavazza e alla degustazione gratuita di una bevanda a piacere, io ho scelto il Biberin in cialda che si mangia, buono! 
Nell'attesa dell'apertura ho girovagato per le vie adiacenti imbattendomi nella centrale elettrica di Torino, un edificio di fine Ottocento è una centrale di trasformazione di Energia Elettrica. Per poi arrivare all'area Archeologica della Chiesa Paleocristiana in cui è possibile osservarne gli scavi tramite una vetrina sui viali.

Mi dirigo verso il museo della Radio e della Televisione Rai dove incontro il Murales di Piero Angela una raffigurazione in stile Street Art finalizzata a rendere omaggio al personaggio che ha contribuito a rendere grande la Tv di Stato. Il Museo Gratuito ma piccino, è grazioso. Racchiude elementi storici della storia della radio e della comunicazione, racchiude rappresentazioni di scene di studio con le varie telecamere che permettono di riprenderti e vederti ripresa sullo schermo. 
Torno a riprendere il mio zaino e a salutare la signora promettendoci un caffè se ci sarà modo di rivederci, a salutare mentalmente "Sancio Trancio" il locale punto di riferimento per il B&b che ha buona focaccia ma poca scelta per le pizze per poi proseguire verso Piazza Castello perché l'ora del mio treno sta per giungere e non vi è più spazio per altre attrazioni più distanti. 

E cosa trovo? La finanza compie i 250 anni di attività. Natata il 5 Ottobre del 1774 proprio in Piazza Castello a Torino con il nome di "Legione Truppe Leggere" nasce come corpo speciale per la vigilanza finanziaria e la difesa militare dei confini del regno di Sardegna. Con l'unificazione D'Italia i corpi di finanza dei vari stati Italiani vennero uniti nel "Corpo di Guardie Doganali", istituito nel 1862. Nel 1881 assunse la denominazione di "Corpo della Guardia di Finanza", nel 1923 nasce la "Polizia Tributaria Investigativa" per contrastare il contrabbando, combattere l'evasione dei tributi e la criminalità organizzata. Negli anni successivi alla seconda guerra Mondiale in cui hanno partecipato, si sono modernizzati con l'ampliamento dei servizi come "Cinofili", "Aereo", "Alpini","Baschi Verdi". Dal 1° Gennaio 2017 è divenuta l'unica forza di polizia sul Mare. 

venerdì 20 settembre 2024

Ma perché ??? ?

Ancora alluvionati a causa di tre gocce d'acqua, ancora allagati perché? Com'è possibile che si rompano gli argini se questi sono stati ricostruiti dopo la precedente alluvione avvenuta non eccessivi anni fa'? Com'è possibile disperdere così tanta Acqua dichiarata preziosa? Cioè io ne devo fare economia mentre mi faccio la doccia e voi non pensate a creare capienti cisterne per conservarla, eventualmente depurarla ma, se anche solo pulita, può giovare comunque alla siccità estiva e ai campi.... E che cribbio!! E poi ci dicono di conservarla perché è un bene prezioso e poi la lasciano fluire distruggendo ponti, strade, case e ricostruzioni. Ma i comuni hanno le assicurazioni per gli eventi calamitosi? Non è che aspettate che la natura distrugga tutto per poi ripartire da zero con anche nuove tubature? (che non guastano perché anche i tubi vecchi hanno perdite maggiori della mia doccia). Fatto sta che l'Italia non è più fondata sul lavoro ma sul "ritapezzate i pocci sparsi"... Bah!!!

giovedì 1 luglio 2021

Hei tu, Attore, ti sposti che devo far la Photo al palazzo?

Me ne devo andare?
Giusto il tempo di una photo, tu non sai da quanto tempo il mio pensiero bramava l'idea di scavalcar tutti quei disturbi visivi che si sovrapponevano tra me nel vialetto a quello che era il maestoso e antico ingresso ancora visivamente in stato di decomposizione.
Pensavo di ritrovarmi nella visita ai giardini a percorrer i viali di quelli che erano ai tempi denominati "All'italiana" ma, invece, mi ritrovo seduta ad ascoltar divertenti e capaci attori che interpretano alcune scene anche della vita di Carlotta Aglaia giunta a Sassuolo da Parigi perché sposatasi con colui che è poi divenuto Francesco III, regnante Duca di Modena e Reggio.

 Un poco snob e libertina eccola annoiarsi in questi luoghi tanto da non riuscire ad esser accontentata nemmeno nel ricevere il dono del marito; La Reggia di Rivalta. Un palazzo fatto costruire appositamente per lei dopo aver tratto ispirazione dalla Reggia di Versailles ovviamente con relativo grande Parco e Parterre (un tipo di Giardino realizzato su superficie piana).

Il Giardino all'italiana inizia così una simultanea convivenza con quello che è lo stile alla Francese per poi arrivare a quello barocco. 12 Km di parco in lungo esteso con ville e Regge che ne facevano da confini come punti cardinali di una mappa in mezzo al verde.
E qui si scopre anche che l'attuale via Ancora di Sassuolo era un'antica strada ducale rimasta non modificata e che la sede dell'attuale confindustria ceramica faceva parte del "Pacchetto" D'Este.
Il tutto gratuito su prenotazione.

mercoledì 26 maggio 2021

Castel Bolognese, tre orette alla scoperta della City Romagnola

La Rocca

Castel Bolognese è un tipico esempio di fondazione Medievale in cui poco è rimasto delle sue antiche vestigia se non qualche traccia di cinta muraria, alcuni torrioni e tracce dell'antica rocca. Nella seconda Guerra Mondiale è stata distrutta innumerevoli volte e il comune ha ricevuto nel 2006 la Medaglia d’argento al Valore civile per l’impegno dei cittadini durante la guerra nella lotta per la liberazione. La Rocca è privatamente abitata, vari luoghi sono stati ricostruiti riadattandoli al moderno se non conservandone le antiche mura non distrutte, l'utilizzo di portici è la caratteristica di questa città

I portici di Castel Bolognese
Pezzi di voltoni ognuno colorato e affrescato in modo differente, dal rustico, al grezzo, al più moderno, gli ingressi delle dimore si caratterizzano dallo stile di chi le abita, piccole nicchie unite assieme vanno a formare ciò che è il portico dell'intero quartiere.
Anche negozi vengono ospitati in questi vani in cui anche il trucciolato a terra può esser differente, ne è un esempio la via Emilia che, tagliando la city nella sua larghezza, ne ospita di differenti tipologie.
https://www.angelobiancini.com/
Il Museo Civico era purtroppo chiuso ma ho potuto ammirare le opere di Angelo Biancini come la "Mondina Romagnola" posta a lato nell'immagine.
Nel 1994 Castel bolognese gli dedicò una grande mostra che diede poi origine all'attuale Museo all'aperto delle sue opere definite "Anime Parlanti".
Un'artista scultore nato a Castel Bolognese quasi a inizio '900 di cui si possono ammirarne le opere semplicemente percorrendo le vie principali della città che l'ha cresciuto. 
Questa immortalata vicino al museo civico e alla dimora dei suoi discendenti, le altre dislocate in tutto il centro storico del paese, è così possibile incontrare una ventina di sculture e pannelli in bronzo, lega metallica, cemento e ceramica smaltata realizzate dallo stesso Artista castellano. 
Le opere rappresentano un ideale percorso, attraverso la storia dell’arte di Biancini, seguendo la sua evoluzione artistica dagli anni ’30 fino alla morte.

Il murales/non murales ha attirato la mia attenzione; non è un murales perché son pezzi di plastica colorata attaccati al pannello grazie a delle viti. Rappresenta un popolare gioco di carte Italiano ormai divenuto gioco d'azzardo, in alcune zone d'Italia è il gioco tradizionalmente tipico di Natale.


Infine mi son soffermata ad ammirar l'esposizione di Pittura che è ospitata al Torrione per poi assaggiar tre pasticcini nella pasticceria dei portici godendone il piacevole sapore. 


domenica 25 ottobre 2020

Castello di Montecuccolo? No, Castello di Guiglia ex Residenza dei Montecuccoli.

Il mio arrivo a Guiglia è promettente, il sole è caldamente splendente e un parcheggio mi attende semideserto proprio frontale al bar che mi ha ospitato per il pranzo; due brioches (più una in borsetta) e un Caffè macchiato hanno dato valido sostegno per l'imminente visita al castello.
Sono stranamente in anticipo quindi eccomi a curiosar per la via del centro che mi porta al Castello, <Chissà come mai i viali principali di questi graziosi borghetti si chiamano tutti "Via Roma"> penso mentre la percorro con la macchina fotografica in mano incamminandomi verso il cartello marrone con la scritta "Pineta" che mi porta a percorrere il cortile di una dimora abitata. 

Il fogliame è fitto e variopinto, gli alberi son massicci ma non fitti e il sentiero porta alla chiesa visitata a fine percorso con i ragazzi del F.A.I. Purtroppo l'unico accesso è quello dal cortile perché il percorso al castello è chiuso con cancello e lucchetto.
Ore 13:00, all'imminente visita prenotata sul loro sito manca solo 30 minuti quindi mi soffermo su una panca ad osservar il luogo, "Casa Natale di Ercole del Rio-1723/1802-Grande campione Europeo di Scacchi" ed ecco che Qui l'amico Google mi fornisce l'informazione sulla storia della scacchiera e sui "Tre grandi Modenesi" scacchieristi del 1700.

Frontale alla dimora del civico n°5 ecco che il mio gruppo si riunisce e ci si appresta a entrare per la visita. Temperatura, disinfettata e inserimento nominativi a PC ed eccoci di fronte a una signora che ci racconta la storia di queste mura e di quello che ne è il suo contorno.
Ovviamente tutti i ruderi di un certo pregio sono passati in mano a vari proprietari e hanno subito guerre e distruzioni questo, nel tempo, ha pure perduto il ponte levatoio e chiuso una vecchia porta, d'altronde si sa... il restauro di un castello è un po come quando ti liberi delle cianfrusaglie in casa, se il ponte non serve più perché tenerlo?

La particolarità? Durante la seconda Guerra Mondiale, il paese di Guiglia e il suo castello assumono un ruolo strategico di immediata importanza a causa della vicinanza con la Linea Gotica dei tedeschi. Il paese divenne tappa per i militari tedeschi, la Rocca ospedale militare. Spesso Guiglia rimase immune ai bombardamenti, fino al 15 aprile del 1945 dove venne colpita dalle bombe alleate, che
distrussero molte case e danneggiarono varie zone di rilevanza come il lavatoio pubblico del Poggio, il Conventino e l’arco d’ingresso. (ed ecco spiegato l'enigma del ponte di cui sopra). Qualche giorno dopo, Guiglia verrà liberata.  Successivamente alla seconda guerra mondiale, il Comune cede in affitto “il Conventino”. Lo stabile viene adibito ad attività turistiche e ricreative, con trasformazione perciò a uso Albergo, Ristorante, Bar, Cinematografo, Sale da
concerto, di lettura, di giochi, di esposizioni artistiche e mostre. In questo contesto la rocca apre anche un casinò, destinato a durare pochi mesi, in quanto il Ministero dell’Interno impone la chiusura della casa da gioco lo stesso anno.
L'ingresso è formato dalla classica terrazza in cui si entra nella classica "Sala degli specchi" ma senza specchi, si tratta della zona divenuta ristorante con, a lato, il bar e l'antica vetrinetta con la finestrella che
comunica con la cucina per ogni necessaria necessità.
Scendendo le scale l'immensa cantina è il luogo divenuto rifugio prima, sala da ballo successivamente, anche qui un'altra cucina in cui sono presenti differenti stili di mobilio.
Salendo la scalinata eccoci alle tre stanze adibite a Casinò, ovviamente è presente la biglietteria e la toilette con il caratteristico stile del tempo nonché due tavoli da gioco discretamente conservati.
I gruppi son composti da un massimo di 15 persone esclusi la guida e il chiudi guida" che, poverino, mi attendeva durante le mie soste "Photo", non tutti però siamo saliti sulla torre, i

120 gradini stretti, vecchi e un poco sgarrupati ne hanno forse intimorito alcuni privandoli di un panorama veramente incantevole.
Dalla torre gli antichi del luogo osservavano l'intera valle, col bel tempo è possibile vedere "San Luca" Bolognese, Modena e tutte le frazioni che separano le due provincie. Oggi no, nonostante il sole la leggera nube ne ha oscurato la vista che, però, ha reso il panorama più vicino cromaticamente variopinto.

La famiglia Montecuccoli era devota alla Madonna di San Luca di Bologna, per questo motivo l'Oratorio si presenta come una riproduzione in miniatura La chiesa venne costruita in scala rispetto alla famosa Chiesa di San Luca di Bologna. Questo edificio in seguito sarebbe divenuto anche la tomba della famiglia Montecuccoli Laderchi.
L'interno è a croce, minuscoli inginocchiatoi di legno vecchio sono ai due lati del breve ingresso, l'altare è subito raggiunto e nelle due volte laterali ci sono il confessionale e due stanze collegate da una griglia in ferro, che servivano a nascondere alla vista chi era dentro.
Al centro la cupola pare che, in particolari giornate, crea un gioco di luci all'interno dell'edificio, forse proprio sulla scritta tombale posta sul pavimento di fronte all'altare.


domenica 18 ottobre 2020

Passeggiata in centro a cercar Zucche ornamentali

 

In realtà non ne ero alla ricerca ma, quando l'ho vista, l'impulso creativo l'ha immediatamente visualizzata al fianco di quelle finte, quelle che ho contornato con la ghirlanda di pigne natalizie per far assomigliare il ripiano della libreria all'ormai famoso "Campo del Grande Cocomero" di Linus.
Assomiglia ad una delle case dei puffi e la sfumatura in arancio che si espande sia nel tronco che nel "Tetto" me l'ha fatta scegliere ed acquistare al modico prezzo di €2.00. A me è durata 10 anni e non l'ho affatto seccata, mi risponde il venditore dopo che gli ho domandato se occorrevano cure particolari per mantenerla secca per più tempo.... Sarà... fatto sta che l'ho posizionata a fianco al deumidificatore per asciugarne l'interno il più possibile prima si adagiarla nel campo e, forse, tenerla come "Casa delle fate" dopotutto ne ho trovata una simile in vendita in un negozio di Tradate, solo con il "Tetto" a cappello di strega.
In realtà il giretto è stato casuale, io e il mio momentaneo amico canino non potevamo certo starcene in casa con il sole splendente di oggi, quindi eccoci alla fiera che ho trovato ricca e piena di curiosità interessanti che mi son soffermata ad osservare. L'insegnamento difensivo di un combattimento medievale somiglia ad una lezione di difesa personale e le palestre hanno dato il meglio di loro con spettacoli tratti dai loro insegnamenti, ne è un esempio la lezione gratuita da me effettuata; "Calisthenics" (qui il post del 2019).
Quest'anno l'ho trovata più interessante del consueto, fiera arricchita di graziose curiosità.

sabato 10 ottobre 2020

AIUTO!!! Stiamo imbarcando Zanzare!!!! Museo della Storia della Psichiatria.

 

Il nervo si scuote nel momento in cui l'ennesima zanzara mi assale per la cena, braccia ormai piene di bozzoli e ronzii continui che mi girano tra le orecchie. Sarà stata un'antica tortura dei malati psichiatrici presenti anticamente in questo luogo? Fatto sta che son fuggita senza assistere alla visita di ciò che erano le torture (anticamente denominate cure) dei malati psichici dell'antichità.
Pazienza, la prossima settimana, per due week end, sarà a disposizione per un tempo maggiore rispetto alle misere tre ore del sabato pomeriggio grazie alle iniziative del F.A.I. nulla mi vieta di tornar in questo luogo nel momento in cui è più probabile un'estinzione di massa dei minuscoli insetti. Quant'è strano pensare che una massa di gambette e ali possa far fuggire da un luogo in cui è presente un'ampia camminata ginnica e quiete a due passi dallo stradone di Reggio Emilia? Ne ho portate almeno tre in provincia di Modena, avran perduto la loro dimora oppure riusciranno a sopravvivere fino all'arrivo dell'imminente gelo?


Il Museo di storia della psichiatria contiene una collezione di oggetti utilizzati nell'ospedale psichiatrico San Lazzaro di Reggio Emilia, raccolta a partire dal 1875 dallo psichiatra Carlo Livi.
Il padiglione in cui è ospitato il museo venne inizialmente costruito nel 1891 per ospitare malati cronici tranquilli; fu poi trasformato per ospitare i prosciolti, a seguito delle disposizioni della legge 14 febbraio 1904 n. 36 e intitolato al criminologo Cesare Lombroso (Padiglione Lombroso). Venne abbandonato a partire dagli anni settanta e ospita il museo dal 2011.
E qui dovrò dirigermi la prossima settimana invece di perdermi a fotografar fogliame e orme sull'asfalto.
Con Antonio Galloni, nell’ambito di quelle che venivano definite terapie morali, si cominciò a capire che la malattia mentale, in quanto malattia, andava curata ed il lavoro era il miglior strumento di guarigione e riabilitazione. Nasce quindi in questo periodo, e verrà sviluppata in seguito, una Città nella Città, una vera e propria Cittadella, dove il paziente poteva lavorare, era impiegato in attività quotidiane e aveva la possibilità di socializzare, avendo una vita quasi normale all’interno della struttura. Questo è il contesto in cui sono racchiusi i vari Padiglioni costruiti, nel corso dei secoli, per vari scopi e contesti sociali.
Attraverso una convenzione con l’Università di Modena Livi trasformò il San Lazzaro in una Clinica Psichiatrica Universitaria nella quale creò anche un Museo (che definì di anticaglie) in cui raccolse e conservò i vecchi strumenti di contenzione e di terapia che possiamo vedere durante il percorso di visita: catene, manette, il casco del silenzio, le camice di forza, la macchina per il bagno di luce. Tutti oggetti che mettono un po’ i brividi e che garantivano tutto al di fuori del rispetto della dignità umana e dei diritti della libertà della persona.

domenica 4 ottobre 2020

Anime Mantra e scrittura Fantastica, cosa fare altrimenti se il castello ha il "Tutto esaurito"?


 La prima domenica del mese, a volte, è dedicata alla ricerca del luogo da visitare "a Gratis" grazie alle convenzioni messe a disposizione a favore dei luoghi pubblici per una loro maggiore visibilità a tutti, anche ai meno abbienti.
Ma? Causa covid-19 l'ingresso del castello di mio interesse in questo momento è ridotto a un massimo di 10 persone a ora, il "tutto esaurito" ha avuto la precedenza sulla mia inerzia a un'anticipata prenotazione.
O è l'inerzia che ha avuto la precedenza?
Fatto sta che mi ritrovo a visitar una Mostra già vista nel lontano 2018 (ma non così lontano) in cui, oltre all'esposizione delle figurine storiche, sono presenti i Mantra Giapponesi.
Ma non c'erano già esposti? Osservo la zona delle figurine più recenti, quelle della mia infanzia, la zona in cui erano già presenti gli album della dolce Pollianna, di Lady Oscar e del Tulipano Nero. Cerco di ricordare; C'erano già? O ricordo male io?
La differenza è nelle spiegazioni, han riempito lo spazio con pannelli in cui son descritti di significati morali di alcuni e il modo in cui un mantra viene disegnato con le spiegazioni di alcuni simboli. Ovviamente hanno tolto gli album di Esplorando il corpo umano e Lucy (perché non fanno parte di questa categoria) ma hanno aggiunto i più recenti come i Pokemon e Sailor Moon.
Al termine della mia breve visita a questa graziosa mostra ancora completamente gratuita eccomi giungere in un luogo opposto di cui son venuta a conoscenza ieri sera grazie all'evento a tutti aperto su facebook.
Memorizzato il numero come "Scrittura Creativa" l'ho poi corretto in "Scrittura Fantastica" la differenza sembra lieve ma l'insegnante si è messo talmente d'impegno ad esporre la precisazione che mi pare scortese non modificarla.
La creatività è singola e si differenzia per il modo e le espressioni, la scrittura è solidamente fisica quindi non creativa. Il termine fantastica è il modo in cui la creatività viene espressa sul lato fisico e materiale.
Vari erano i tipi di corso presenti nella sala espositiva del capannone 19 (durante la ricerca del luogo pereva quasi misterioso... in stile "Area 51") oltre alla scrittura e alla pittura anche un corso di costruzione di modelli di mongolfiera? Almeno così pareva dal vetro in cui li ho osservati all'opera. Quadri e stampe fanno contorno al lungo corridoio che porta alle varie sale, può essere un'opera artistica la stampa di una panoramica dentale esposta con tre filtri differenti?
Potrei essere un'artista!
Un'oretta veramente interessante in cui Daniele Lunghini ha esposto il suo metodo didattico ricco di espressioni che catturano l'attenzione e portano la mente ad essere solleticata da nuove idee. Il corso è di sole 5 Lezioni di due ore ciascuna ad un prezzo veramente irrisorio (quello di fotografia e Photoshop mi era costato di più) ... Che dire? Ci devo pensare? Sinceramente mi attira assai e, a volte, rimettersi leggermente in discussione, può rafforzare il modo in cui effettui il lavoro perché acquisisci maggiore sicurezza.