sabato 21 marzo 2026

Michele-Mezzanotte. Psicologia a teatro-Chiedi allo psy. Serata del 20 Marzo 2026


 Nell'attesa dell'inizio non ho fatto nemmeno una photo talmente intenta ad assaporarmi l'atmosfera dell'amè sconosciuto teatro. Neanche un video, nemmeno dopo aver notato la mia vicina del N°17 intenta a immortalare una canzone a tende chiuse in un video, non prima di aver informato non so chi di essersi seduta davanti. Nell'attesa la osservavo, occasionalmente davo un'occhio alla platea che iniziava a riempirsi, ascoltavo i brani d'intrattenimento e il tendone. Dalla prima file il tendone di un teatro è immenso, le frange poste in alto come chiusura le ho trovate decentrate in alcuni punti rispetto al bordo ed i quesiti son qui sorti spontanei; Chissà quanto pesano i tendoni, ma li lavano? In lavatrice? Esiste una lavatrice così grande? Oppure colui che è sul palco rischia di ritrovarsi la capigliatura ricca di gatti di polvere caduti in apertura?. In ritardo di cinque minuti è iniziato lo spettacolo di Michele Mezzanotte che mantiene esattamente la stessa linea dei suoi video su youtube. Mi sono però infastidita perché non ha letto la mia domanda. Forse perché ho sotto inteso il quesito? Quasi quasi gli scrivo e vedo se mi risponde. Il quesito a mio parere era chiaro. Non avrò errato il numero? A chi ho inviato il dubbio sui miei sogni a puntate? Come faccio ora a scoprire cosa voleva quella parte di me che mi supplicava? Cadaverica e spenta, con gli occhi sgranati e dai capelli lunghi e neri. Usciva come dall'oltretomba e mi supplicava di fare o non fare qualcosa che non ho capito. Tanti sogni sempre su questa linea che un pò mi perseguitavano e un pò mi guidavano. Per poi, a distanza di mesi (se non forse un anno) che mi ringrazia come se l'avessi aiutata nel mio agire a risolvere un importante avvenimento, ora, finalmente bella e rosea, può proseguire. Un grazie che arriva caloroso dal profondo del cuore e che, ancora oggi a distanza di anni, al pensiero mi arriva una commozione e un luccichio agli occhi. Come se fosse stato attraversato un dolore e ne avverto un filo conduttore. Forse una parte d'anima che è riuscita ad uscire dal profondo e ora rimane in superficie trovando il suo spazio e il suo percorso. Se non ho errato numero forse è per questo che non lo ha letto. D'altronde, come lui stesso ha detto, l'analisi dei sogni richiede un percorso di terapia ma, forse, grazie a questa serata analiticamente simpatica e divertente ma interiormente riflessiva, ho aggiunto un puzzle.
Ad un certo punto della serata mi è parsa d'avanti, ed è lì che ho scritto il messaggio. Mi è parsa d'avanti e mi ha avvolto con le medesime sensazioni da lei ricevute nei vari sogni. Ed è rimasta lì ad ascoltare e ad ascoltarmi con pezzetti di gioia e altri di tristezza che si alternano mescolandosi in un tutt'uno. Come se entrambi debbano coesistere come detto dall'analista teatrale.
Comunque io sarei un Formaggio!!!!

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