Nel Regno delle Quattro Stagioni, Gennaio era il fratello meno amato. Maggio aveva i fiori, Luglio aveva il sole caldo, Ottobre aveva le foglie rosse e le zucche. Gennaio aveva solo il freddo, il ghiaccio e il silenzio."Sei inutile!" gli gridava spesso la gente del regno. "Sei grigio, le giornate sono corte e non cresce nulla nei campi. Vogliamo che te ne vai presto per far arrivare la Primavera!".Gennaio, che aveva l'aspetto di un gigante fatto di nuvole bianche e barba di brina, non rispondeva mai male. Sorrideva tristemente e continuava il suo lavoro. Camminava per i boschi e i campi con un enorme mantello bianco, stendendolo sopra la terra. Sotto terra, in una piccola tana buia, viveva un Semino di Tulipano di nome Tio. Tio era impaziente. Scalpitava, si agitava. Voleva rompere il guscio, voleva uscire, voleva vedere il sole. "Basta con questo buio!" gridava Tio. "Voglio fiorire! Adesso!"
Tio iniziò a spingere con tutte le sue forze per bucare la terra. Proprio in quel momento, sentì una mano enorme ma soffice posarsi sopra la terra, proprio sopra la sua testa. Era la mano di Gennaio.
"Non ancora, piccolo," sussurrò una voce profonda, che sembrava il rumore del vento tra i pini.
"Lasciami uscire!" protestò Tio. "Tu sei il mese cattivo che blocca la vita! Io voglio essere colorato, voglio essere ammirato!"
Gennaio si chinò vicino al terreno. "Ascoltami, Tio. Io non blocco la vita. Io la proteggo." Il gigante spostò leggermente il suo mantello di neve per mostrare a Tio cosa succedeva fuori. C'era un vento tagliente. C'erano uccellini che faticavano a trovare cibo. C'era un freddo che avrebbe congelato i petali delicati di Tio in un secondo.
"Se ti lasciassi uscire ora," spiegò Gennaio con dolcezza, "la tua voglia di apparire ti distruggerebbe. Non avresti la forza per resistere."
"E allora cosa devo fare qui sotto al buio?" chiese Tio, imbronciato.
"Devi fare la cosa più difficile di tutte," rispose Gennaio. "Devi riposare. Devi nutrire le tue radici. Vedi, gli altri mesi si preoccupano dei fiori, di ciò che si vede fuori. Io mi preoccupo delle radici, di ciò che sta dentro. È nel silenzio del mio freddo che tu raccogli l'energia per diventare il tulipano più forte del giardino. Senza il mio riposo, non ci sarebbe la tua bellezza."
Tio smise di scalpitare. Si accoccolò nella terra scura. Sentì che, in effetti, era stanco. Si lasciò avvolgere dal silenzio ovattato che Gennaio gli aveva regalato. Dormì. E mentre dormiva, sognava il rosso, sognava il sole, e le sue radici diventavano robuste, profonde, salde.
Quando Gennaio se ne andò, lasciando il posto al tiepido Marzo, Tio si svegliò. Non fece fatica a bucare la terra. Era pieno di energia accumulata. Esplose in superficie con un colore rosso così brillante che tutti si fermarono a guardarlo. Era il fiore più alto e resistente di tutti, perché aveva saputo accettare il tempo del riposo.
Gennaio, guardandolo da lontano mentre svaniva verso il nord, sorrise. Sapeva che nessuno lo avrebbe ringraziato per il freddo, ma sapeva anche che, senza il suo abbraccio silenzioso, nessuna primavera sarebbe mai stata possibile.
✨ Gennaio ci insegna una lezione fondamentale: non dobbiamo essere sempre produttivi, sempre visibili, sempre "in fiore". Il riposo non è tempo perso; è tempo investito. È nel silenzio e nella calma apparente dell'inverno che costruiamo le radici forti che ci serviranno per affrontare il resto dell'anno. Non abbiate fretta di sbocciare. Godetevi il calore del riposo sotto la coperta. ✨
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