La verità è nemica del mistero perciò è meglio che la gente non veda, è meglio che esista un mondo invisibile così le persone possono affidarsi alla propria convinzione che ci sia qualcuno a proteggerli. Ecco perché a tutti piace il mistero; vogliono il mistero. Vogliono vivere dentro le storie che si raccontano. La verità è sempre molto più brutta. La verità è che siamo minuscoli e insignificanti. Nel mistero tutti vivono per sempre. La verità è che attraversi tutto il paese, conosci tutte quelle nuove persone e, dopo un colpo di scena dietro l'altro, scopri che tutto quello che cercavi, alla fine del labirinto, era sempre stato lì con te. Solo che non lo guardavi nel modo giusto. La storia di Arthur III alla ricerca del mistero del defunto nonno Arthur scrittore. Tre generazioni di Arthur che si intrecciano sull'unico manoscritto lasciato in eredità dal nonno divenuto testo letterario di fama per molti giovani studenti. Il ragazzo ha subito un fatto che lo costringe a recarsi dagli zii per un breve soggiorno, qui trova una poesia, forse una traccia, del deceduto nonno nel suo ultimo periodo in cui l'Alzhaimer lo aveva completamente travolto. Decide così di partire; un viaggio che lo aiuta a sciogliere le sue turbe mentali. Intrappolato in conversazioni con la sua ex e con il suo migliore amico. Le convinzioni dei due continuano a perseguitargli la mente per il proprio convincimento di sentirsi un idiota intrappolato nella rabbia del loro tradimento.
Il nonno aveva veramente lasciato degli indizi che lo indirizzano verso un gruppo fondato da lui e da dei suoi amici "Il grande scopo". Qui ritrova suoi vecchi amici, non sa perché è in viaggio, probabilmente per ritrovare una sua perduta direzione di vita. Suo padre pensa che sia in gita con la parrocchia e per tre giorni la "Balla" regge, ma poi diventa un ricercato. E qui inizia a domandarsi:
a che punto una direzione sbagliata diventa una meta?
a che punto la finzione diventa un fatto?
a che punto una bugia creduta diventa verità?
Anche rileggendo uno degli scritti del nonno lasciati come traccia.
E mentre viaggia tra le città inevitabilmente in treno come faceva suo nonno e come spesso gli era solito fare fin da bambino ripensa al libro, scrive un suo diario come consigliatogli dallo psichiatra che lo ha in cura. Pensa a cosa gli direbbe suo nonno per il famoso manoscritto da lui ricevuto in eredità:"Il libro potresti usarlo per cuccare". Da San Francisco a Denver, il nonno era un Hippie che ha aiutato a diffondere uno scopo di vita tra i giovani dell'epoca. Un viaggio di scoperta non solo degli avvenimenti passati ma anche del legame intrinseco come discendente per un'eredità genetica ricevuta. Un viaggio che lo indirizza al momento in cui scopre l'ultima città, quella in cui è morto e scopre che, la sua fedele bibbia che lo ha sempre seguito in ogni suo attimo di vita, altro non è un diario in cui ha annotato tutti i suoi momenti. Compresi quelli in relazione alla malattia, continuava pur sempre a scrivere e, anche qui, ha lasciato un enigma dato da tre parole da lui volutamente scritte male. interNO-CAMPAgni-coNAsco. Al posto di Intero-compagni-conosco. Interno campana. E qui sorride al suo ultimo messaggio: "è tutto dal vostro brillante & leale capotreno".

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