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domenica 30 aprile 2017

Abbiate Coraggio - Francesco Alberoni

Questo libro esorta a esercitare la virtù fondamentale degli innovatori, dei costruttori, di coloro che creano un'opera d'arte, una impresa, un partito, che cercano e scoprono la verità. Perché noi incontriamo sempre degli ostacoli, dei pericoli, dei nemici e non dobbiamo farci fermare. Ciascuno di noi nella vita ha una missione, un compito che deve scoprire, coltivare e portare a compimento. Ma sono mille gli stimoli che ci confondono e ci allontanano da esso. Per restare fedeli alla nostra vocazione, dobbiamo ascoltare le voci più profonde e fare delle scelte difficili, resistendo alla paura, alla pigrizia e al conformismo.

Il coraggio è una virtù morale e sociale, e non va confuso con la temerarietà e l'avventatezza.

Occorre coraggio per cercare la verità resistendo ai luoghi comuni e ai pregiudizi. Occorre coraggio per vedere lucidamente i pericoli che ci circondano Occorre coraggio per identificare le possibilità. Occorre coraggio per capire come sono realmente le persone senza farsi ingannare dalle apparenze. Occorre coraggio per fare la guerra. Occorre coraggio per fare la pace. Occorre coraggio per essere giusti. Occorre coraggio per essere buoni. Occorre coraggio per amare profondamente. Occorre coraggio per concepire un grande progetto e portarlo a compimento. Occorre coraggio per superare noi stessi, per andare alla ricerca di ciò che ci innalza.

Trascritta la prefazione mi soffermo ora sul contenuto.. esso spiega i vari aspetti che la mente umana, i comportamenti e le azioni interne ed esterne all'uomo possono complicare e rendere vano il percorso.

Anche nell'individuo più acuto e propenso a seguire il proprio obiettivo, il fato, le conoscenze, la classe sociale possono vanificare ogni suo intento.

Per affrontare la vita non basta essere capaci, abili, intelligenti. Bisogna anche essere coraggiosi, tenaci, riuscire a controllare la propria ansia e quella degli altri. Alcuni ci riescono bloccando i propri sentimenti, le proprie passioni però vi sono anche quelli emotivi,appassionati. Costoro devono essere ottimisti.

Quando la nostra mente si accinge a creare il nuovo, ad un certo punto comincia a chiudersi. Si concentra su un problema, gli gira intorno continuamente. mentre prima eravamo avidi di stimoli, adesso siamo alla ricerca di informazioni che ci servono. Quando abbiamo creato il silenzio e il vuoto, nella mente si rileva la strada. La intravvediamo, la perdiamo, la ritroviamo. Dobbiamo solo saper ascoltare la misteriosa guida interna. Negli antichi questa impressione era così forte che invocavano l'ispirazione del dio o delle muse.

E' un errore mandare la gente in pensione a cinquantacinque o sessant'anni, quando ha acquistato una preziosa competenza. Ed è assurdo che uno ci vada volontariamente. Il riposo va bene per chi è inabile, ammalato. Mentre chi fa un lavoro troppo pesante, dovrebbe averne uno più leggero, ridotto. Però ogni essere umano, finché è sano e lucido, dovrebbe essere attivo, lavorare, imparare nuove cose. Michelangelo aveva più di sessant'anni quando ha dipinto il Giudizio universale.

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