mercoledì 25 aprile 2018

Quante storie... è solo un palazzo!

Quando il mondo lo credevano differente.
Sono tornata a casa presto solo perché avevo terminato le riserve di cibo che avevo in borsetta e il mio stomaco stava iniziando a borbottare vistosamente e rumorosamente.
Ma procediamo con ordine...
Arrivo alla visita del museo civico quando mancano 15 minuti alla chiusura così mi soffermo nella stanza della musica per poi attendere la riapertura delle 16:00.
Nell'attesa visito il piano terra, quello che è sempre aperto e accessibile.. cosa c'è? ci sono antiche lapidi e casse di sarcofagi veramente pittoresce e impensabili ai giorni nostri.
Massi enormi hanno fanno da involucro e custodiscono, abbelliscono e impreziosiscono un tema così crudo e triste come quello della morte, della sepoltura e del ricordo del proprio amato parente.
Bernardino di Montebaranzone
in armatura
Ciò che diventerà la casa perenne diviene luogo visibile e vivibile addobbato con grazia per simboleggiare l'amore che comunque ci sarà nonostante il trapassato inconveniente.
Tombe ormai vuote quasi come a simboleggiare una rinascita, una speranza in una vita sicuramente diversa ma, forse, migliore.
Capita, è sempre capitato e capiterà all'infinito finchè la terra avrà vita e non dobbiamo crucciarci per questo.
D'altronde la vita è così: un giro che si ripete lasciando tristemente soli i cari vivi.
Stele di coppie di coniugi.
Questa poesia danzerà sempre e non ci saranno soluzioni, non esisterà immortalità, seguirà il suo macrabo destino perenne.
"Con Affetto"; "Con Amore"; "Quì Giace" sono frasi bellissime e degne di rispetto ma vuoi metterle a confronto con una grossa scritta in Latino?
Jacopo Sadoleto lo commissiona
in memoria della madre
Francesca Macchiavelli
Essere sepolti nella pietra e avere sopra di te una fonte battesimale, avere la vita che ti scorre sopra e che ti rammenta ogni qual volta un piede ne calpesta il suolo? La vita vissuta, questo è l'importante, non smettere mai di amare solo perché ti manca un caro, lo puoi comunque portare perennemente nel tuo cuore senza nulla togliere all'infinità che il mondo e la vita ti possono regalare.
Vivi e ama nonostante quello che è stato, è e sarà e non dimenticare di far valere il tuo sorriso.
Detto questo io sono favorevole alla cremazione anche se, di questa, non rimane molta traccia nel tempo.. cosa sapranno di noi tra 500 anni?
Quale sarà il nostro ricordo nel tempo? Gli oggetti e i quadri di un negozio cinese diventeranno arte da museo?
Le infinite ricette di cucina, che dominano gli scaffali di molte librerie venerate come l'enciclopedia Treccani all'inizio dei tempi, come verranno messe in mostra? E gli oggetti che ora sono antichi? Che fine faranno?
E il mio blog? Dove finirà? Che fine faranno tutti i miei post? Sto forse lavorando invano? Resterà un pezzetto di vita di questi scritti nel 2518?
Forse solo un defunto che viaggia nel tempo ce lo potrebbe dire ... ma questa è solo fantascenza!

Biblioteca Poletti
PALAZZO DEI MUSEI?
Da Arsenale ad Albergo dei poveri.... Nel 1764 il Duca Francesco III "Sovrano sensibile ed illuminato", volle un ricovero per la "moltitudine di poveri e mendicanti" che da tempo affollavano le strade della capitale, tentando così di risolvere i numerosi problemi di ordine pubblico, di decoro e di igiene che la granmassa dei questuanti presenti in città poneva irrimediabilmente.
Individuò la soluzione nella costruzione di un "Grande albergo dei poveri" che avrebbe ospitato vecchi storpi, invalidi, fanciulli orfani o abbandonati e alcuni "Mendicanti idonei.. e non veri maliziosi birbanti, o poltroni abili a guadagnarsi il vitto coll'opera della propria persona, e perciòrei d'usurpazione della pubblica carità in pregiudizio diveri poveri".
 Dopo questa breve premessa inizio la descrizione di ciò che ho visto....
Francesco I D'Este

Ercole giovane in riposo
 ... O almeno così mi è parso (giovane a riposo ... intendo) Le statue erano 5 e non ci sono didascalie che indicano un'esatta posizione, questa sembrava la più a riposo anche se, a parer mio questo più che essere a riposo si sta togliendo i calli delle lunghe battaglie!!!





Dosso Dossi
I quadri e le fotografie hanno molto in comune i colori e le sfumature; rendono nitida o sfocata una rappresentazione, la differenza è solo nel tempo di sviluppo... nella foto fai prima!
Comunque mi sono resa conto, oggi, che esistono anche i quadri storti, come io rendo storto un soggetto con la macchina fotografica, anche in pittura è stato creato, a suo tempo, lo stesso effetto per rappresentare sul soffitto della camera da letto del Duca Alfonso I, un mosaico di rappresentazioni (La musica, La conversazione, L'amore, L'ebrezza, La seduzione).
 Fino al 13 Maggio 2018 è esposta la collezione dei duca D'Este disegni a matita.


Orfeo implora Plutone

Ed eccomi di fronte ad almeno una decina di quadri, il soggetto di quello a lato mi sembrava Zeus e ho subito pensato a una serie di raffigurazioni dei dei dell'Olimpo (e io subito a cercare Pollon con la sua polverina... che un pochino mi servirebbe...)
Trattasi di un'opera di Tintoretto in cui dipinse il ciclo di sedici soggetti della Metamorfosi di Ovidio.

 Percorrendo le stanze del Museo Civico incontro gli antichi strumenti musicali, gli strumenti scientifici, la stanza delle ceramiche, il cavallo e le armi, La collezione Gandini ricca di stoffe e merletti e una sala con un vecchio filatoio.
Più pesante e scontato il museo archeologico e quello Etnologico, dove sono presenti reperti del comune di Modena e di alcuni luoghi della provincia come gli scheletri nelle teche trovati a Formigine e altre cose di Maranello e dintorni.
 Che dire? La stanza degli strumenti musicali mi è piaciuta, come ho trovato bello il calesse monoposto a lato, brutte le esposizioni nelle teche, non si riesce a vedere bene il contenuto e, in alcuni punti, non si riesce proprio a leggere la scritta della spiegazione.
Mi hanno riferito che le teche sono anch'esse antiche ed è stata mantenuta l'esposizione di un tempo, solo le nuove sale sono dotate di teche moderne e maggiormente illuminate... per il resto porta la lente d'ingrandimento!!!

 Lodevole è l'iniziativa dei cartelli per i ciechi solo che, come in questo caso, solo loro capiscono qualè l'oggetto reale perché il cartello sottostante riporta i tre nomi senza indicare l'esatta posizione dei cartelli. Allora.. o impariamo tutti il Braille oppure fate qualcosa per risolvere il problema please!!!
Inoltre il braille è presente ma solo in due o tre stanze e per pochissimi articoli escludendo le lunghe spiegazioni che potrebbero interessare anche a un non vedente.
 Il fabbricatore di tessuti si può provare sotto la sorveglianza di un addetto, almeno così ho letto nel cartello presente, ci sono le varie stoffe per sentire al tatto le diverse tipologie di purezza con le scritte in braille e una scritta in braille che non riporta la parola in Italiano... insomma, hanno fatto un pò un mescolone!!!



Per ultimo l'ago....
Una sola domanda:
"Ma come caspiterina facevano?????"

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