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domenica 27 maggio 2018

Il giornalismo... sentiamo cosa ne pensa l'amico Beppe...

Innanzitutto chieriamo la differenza tra Giornalismo e Editoria, e qui Wikipedia è sempre utile:
Un editorialista è un giornalista solitamente una firma di chiara fama che commenta su un quotidiano o un rotocalco il fatto del giorno che può riguardare tanto la politica quanto il costume, la musica, lo spettacolo, le arti o semplicemente un evento di interesse internazionale del quale si parla. 
Il giornalista è un professionista del settore dell'informazione; si occupa di scoprire, analizzare, descrivere e scegliere notizie per poi diffonderle. L'attività propria del giornalista è detta giornalismo.
Il giornalista redige articoli, inchieste (o reportage) o editoriali per testate giornalistiche periodiche o agenzie di stampa, che vengono pubblicate sui mezzi di comunicazione di massa (carta stampata, radio, televisione, internet). 
Sembrano molto simili ma, in realtà, hanno leggere sfumature, talmente leggere che sono così impercettibili... praticamente entrambi cercano e creano informazione con la piccola differenza che l'editorialista ha assunto una credibilità per poter dare opinioni personali su vari argomenti senza attenersi solo ai fatti per comunicare informazione.

Venti Minuti dell'intervista di Luca 
di cui non ricordo il cognome...

Purtroppo ho iniziato a riprendere dopo il suo racconto del viaggio di nozze con la moglie, racconto divertente e romantico che mi ha fatto ammirare ancora di più un personaggio veramente colto e molto simile a Sgarbi ma più diplomatico.
Perché molto simile a Sgarbi?
Forse è solo il fascino di tanta cultura che fiocca dalle labbra e dal pensiero di personaggi veramente sapienti e senza il gusto di esibizionismo (anche se forse Sgarbi un po si...) ma solo con la voglia di crear conoscenza.
Elemento ormai raro ...
Se fai ridere una donna anche in condizioni sfavorevoli vuol dire che è quella giusta
Questa è la frase che mi è rimasta impressa del racconto e della descrizione del suo viaggio di nozze... ma torniamo al tema principale....
Parla di costi di un periodico rispetto alle ricerche di informazioni che si possono acquisire comodamente e gratuitamente in rete... perché pagare un giornale? Ovviamente perché il giornalista deve servire, Beppe fa alcune domande tra cui: "Servo?", "il mio lavoro sta aiutando?".
Effettivamente è facile inserire il costo di una rubrica, di un quotidiano ma servire solo argomenti banalmente inutili, l'amico Beppe sostiene quindi che esistono giornalisti scadenti che si prestano a qualsiasi notizia pur di guadagnare due soldi?
Potrebbe essere una reale verità...
Il disgusto del giornalismo moderno è dato quindi da tutta questa marea di informazioni date a caso come le fake news e "sparate" in giro magari proprio da giornalisti in cerca di fama o di spiccioli?
Caro Beppe... ciò che viene messo su facebook è già a disposizione di tutti, cambia solo la consapevolezza di questo e il poter decidere cosa realmente inserire... il problema è chi non ha questa consapevolezza e mette cose o informazioni proprie o, peggio, di altre persone.
La "Piazza del web" è veramente un caos e in pochi la sanno gestire ma, non trovo giusto limitarla perché, solo in questo luogo, si possono acquisire informazioni reali che, diversamente, costerebbero in modo eccessivo, per questo meglio è lasciar tutto di libero accesso ma insegnarne l'utilizzo.
Questo luogo sta diventando fonte di nuovi insegnamenti e di future possibilità penso per questo che sia importante iniziare a gestirlo nel modo più corretto inserendo, come in una qualsiasi città, elementi di controllo e supervisione per evitare il diffondersi di notizie psicologicamente distruttive, il controllo di pedofili ma anche una sezione dove poter avvisare le autorità di ciò che si può incontrare e vedere. La polizia postale esiste ma, nel momento in cui ho inviato loro un messaggio, non sono stata presa minimamente in considerazione.
Dati sensibili? penso che l'eccessiva burocrazia su questo argomento rischia di frenare e bloccare molte buone possibilità, occorre un giusto e corretto equilibrio per valutare una reale situazione in cui ne occorre l'utilizzo tra un'altra che rischia di bloccare il risultato finale se utilizzata con rigidità.
Non tanto per gli argomenti proposti che possono servire o meno (se ti "propinano" della pubblicità inserendola tra le ricerche ognuno di noi ha la facoltà di leggerle, verificarle, acquistarle... insomma non è questo il tipo di pubblicità corretta ed efficace soprattutto oggigiorno...) ma mi ha terrificato un'articolo in cui ho appreso che facebook aveva messo in giro, tra le pagine, post "tristi" per un gruppo di utenti e post "felici" per un'altro gruppo.
Questo è stato un'esperimento sociale per verificare il modo in cui i post influenzano lo stato psicologico di una persona.
Ma poi? come si fa a fidarsi di un solo giornale o di un solo giornalista?è come l'idea che ti devi fidare di un'unico medico qualsiasi sia il suo verdetto....
 Ovviamente si sono susseguite le richieste di autografi nelle pagine del suo ultimo libro.

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