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domenica 2 settembre 2018

Mappe, Grifoni e Rebus nascosti, manca solo il cappello!!!

Arrivata all'ingresso del castello mi sono resa subito conto che l'ho già visitato in passato non solo esternamente ma anche internamente. Per la zona chiusa, però, è trascorso troppo tempo, il ricordo giunge ai tempi delle superiori... secoli ormai!
La zona esterna, invece, l'ho già vista, almeno per tre volte ho provato a visitar completamente tutto ma solo oggi il mio trionfo è giunto. All'ingresso mi salutano i due Grifoni, ricordo il nome solo perché l'ha menzionato la guida e, non avendo carta e penna su cui segnare il tutto, l'immagine visiva è balzata immediatamente a "Grifondoro" e il mitico Hanry ha lasciato stampato il ricordo nel mio cervelletto.
Il piccolo gruppo aveva appena iniziato il percorso nel momento in cui sono giunta davanti alla porta d'ingresso, un piccolo giardino con gradini è il percorso per arrivare a destinazione e il cortiletto è molto più piccolo rispetto a molte corti visitate in zona.
I castelli che esistono non son tutti anticamente costruiti, gli originali sono in pietra, senza troppi decori e senza sfronzoli decorativi, il loro scopo era quello di vivere serenamente, proteggersi dal nemico e ucciderlo in caso di battaglia.
Poi ci sono altre strutture, denominate sempre castelli per la presenza di torri, prigioni e strumenti di difesa (come in questo caso) che sono più signorili. Piene di decori e sfronzoli per far notare, a chi entrava, la nobiltà e il pregio della famiglia, in queste dimore vengono rappresentati dipinti che riprendono il nome che è stato attribuito a quella stanza.
Gli stili che si notano al Castello di Bianello sono tre; il primo piano è la parte più antica, nobile e con la presenza di stemmi di famiglia e enigmi storici, più fredda e umida perché scaldata da pochi camini e da qualche Braciere è stata sostituita con il piano terra per la possibilità pratica di scaldarsi meglio e perché non avevano più la necessità di difendersi dagli attacchi nemici.
Il primo piano serviva anche per difesa, qui era più difficile essere attaccati, utilizzando i collegamenti interni riuscivano a far scendere in una
stanza completamente priva di accessi i loro beni più preziosi per proteggerli in caso di assalto nemico. Questa stanza è poi divenuta prigione nel momento in cui gli anni sono trascorsi e la dimora a pian terreno è divenuta quella abituale, quasi vicina all'ingresso dov'è possibile scendere in altre prigioni ora, aimè, non accessibili.
Il  terzo stile è primordiale, quello più prossimo alla stanza divenuta prigione, è stato lasciato indenne da decorazioni e risulta tuttora strutturato in modo grezzo con solo sassi e legno come copertura visibilmente visibile.

Questa sala viene utilizzata per mostre o eventi, ancora sono presenti residui dell'ultima esposizione rimasta attiva e da poco conclusa, teche vuote che creano disordine ma rendono vivo uno spazio ormai completamente inutilizzato.
Una delle opere presenti alla mostra.
Anche il gran salone al primo piano viene utilizzato sporadicamente per cerimonie, la presenza della chiesa che non so se è realmente consacrata com'è stato comunicato dalla guida, ma di cui posso dire che è stretta, piccola ed essenzialmente ridotta per poter far messa a un popolo intero, venne così costruita la chiesa esterna, quella di paese, per il popolo per far rimanere la piccola reliquia a disposizione dei regali abitanti.

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