Improvvisamente, il 5 si stacca dalla carta e inizia a piroettare, a flettere per poi arrivare a sciogliere il suo inchiostro intonando movimento. Ed eccoci alla fase del riscaldamento: il 5 inizia a fare stretching, piegando la sua curva inferiore come se toccasse le punte dei piedi. Si flette e si ribalta iniziando a trasudare china che rischia di lasciar macchiato il foglio. Continua correndo sul posto, la foga e la fatica fanno vibrare leggermente la scritta "FEBBRAIO" sotto di lui risvegliando l'assopito punto che era ancora appisolato. Un punto, il piccolo punto prende vita; cerca eroicamente di scalare la curva del 5, scivola sulla carta liscia e rotola giù fino al bordo grigio in basso, atterrando vicino alla scritta "DAJE 2026".
.... E oggi il 6 dà ragione al 5.. ieri, dalla pagina accanto, ha osservato la scena; ha visto la fatica, il corpo, il sudore. Ha visto la fatica di quel puntino solitario che tenta invano di scalare la vetta per raggiungere l'amico 5. Il 6 dà ragione al 5 perché ha visto. E vedere cambia tutto.
Ha visto che il movimento non è capriccio, che il sudore non è eccesso, che quel puntino non è pigro ma ostinato, fedele, testardo d’amicizia. Ha visto che la fatica non porta sempre in cima, eppure resta necessaria per dimostrare che ci si è provato.
E allora la frase muta forma, sì:
non più massima morale, ma atto giuridico.
Non “concedersi l’ozio”, ma riconoscerlo.
Non vizio, ma diritto acquisito dopo la prova dei fatti. Neanche lui ce l'ha fatta. Potrà quindi oggi proseguir tutta codesta fatica? Ecco quindi che la frase muta nuovamente di forma assumendo diritti giuridici. Perché tutta codesta fatica? Forse perché senza, il riposo non avrebbe peso o perché anche il fallimento merita una pausa che lo assolva?
Oggi il 6 non chiede di continuare.
Oggi dice: basta così.
E nel silenzio della pagina, il calendario smette di comandare!
Con l'aiuto di, piccoli spunti da #chatgpt #ia


Nessun commento:
Posta un commento