domenica 19 luglio 2026

I Colori del tempo

 

Se non era per la madre di Adéle che è andata a Parigi a fare la Prostituta d'alto borgo tutti questi discendenti non c'erano. Un mix di scene moderne e di fine Ottocento. 
Trentacinque cugini ereditano un rudere in Normandia che non viene aperto da 1944, anno simbolico a quanto leggo sul web. Adéle viveva qui e qui ha cresciuto i suoi tre figli che hanno dato vita alle loro generazioni.Nel film vengono convocati perché tutti eredi di questo luogo in cui vi è il progetto di apertura di un centro commerciale, decidono così di andare a vedere cosa ci può essere all'interno, se trovano prove della loro origine e della loro esistenza, solo quattro faranno da portavoce e saranno fisicamente attivi in questa storia. Una storia che li porta alla scoperta delle lettere che Adéle mandava a Gasparre rimasto a casa. Lei parte alla ricerca della madre che non vede dalla nascita, una madre che l'ha fatta vivere con la nonna ormai defunta e che si vergognava di comunicarle la sua professione. L'incontro con due giovani alla ricerca di un futuro professionale, il primo fotografo e l'altro pittore, la scoprono a seguire le orme della madre sotto aspetti meno ludici ma più emotivamente coinvolgenti. Così come i quattro cugini che, leggendo e investigando sui vari ritrovamenti tra cui un quadro di Monet Claude in cui rappresenta Adéle seduta su un prato. Monet si scoprirà essere il padre di Adéle ma solo nella parte storica del film, nella modernità solo il più giovane lo intuisce, colui che è più desideroso di trovare un proprio legame a causa di perdite precoci in più giovane età. 

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