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domenica 15 settembre 2019

Perché con alcuni Filosofimi vien da ridere come se stesero dicendo una fesseria?

Sotto il sol cocente
di metà Settembre
Praticamente è ciò che ho sempre sostenuto.. cioè... potrei già diventare una Filosofa!!!
Per non peccare in presunzione facendola passar per forza d'animo forse è il caso di aggiungere la parola "Apprendista"...
Come sostiene Salvatore Natoli il carattere dell'individuo è formato da vari elementi, tra cui la genetica. La forza contraddistingue il tessuto della Persona. In sostanza il Carattere è la caratteristica individuale che contraddistingue ogni essere umano, com'è per il codice a Barre di un prodotto inserito nel commercio Globale, così è che non ci sarà mai, al mondo, un individuo che ha il medesimo carattere di un altro, non si troverà altro soggetto che ha avuto lo stesso vissuto e gli stessi indirizzamenti, la stessa famiglia di un altro individuo.
Genetica, vissuto, esperienze, insegnamenti, caratteristiche sono tutti differenti anche solo in una piccola sfumatura del loro transito.
Salvatore Natoli

Questo già lo sostenevo da tempo, dopo aver analizzato la mia famiglia e dopo essermi chiesta come fanno due fratelli (che è una spugna assorbente in tenera età per l'apprendimento) inseriti in un medesimo contesto, con gli stessi insegnamenti famigliari, con le medesime idee (sotto alcuni aspetti riferiti al vissuto famigliare) ad essere completamente opposti?
Avendolo vissuto affermo che la differenza è nelle scelte quotidiane che facciamo. "Siamo quello che scegliamo" ; una vecchia frase letta, con molta probabilità, da un altro filosofo... Come nel film "Sliding Doors" in cui è possibile vedere le differenti vite nel caso in cui viene preso o non riesce a prendere, un determinato treno.
Stessa cosa son le scelte la vita, in base a queste, prende pieghe differenti, addolcisce con colori o causa drastici malumori. Per questo motivo possono portare delle difficoltà ma, tali difficoltà, sono il percorso essenziale che serve ad insegnarci a superarle e, quindi, continuare a formare il carattere.
La presunzione, la cattiveria, l'arroganza o la maleducazione non sono segno di forza ma di debolezza protetta. Il nostro carattere è in continua evoluzione e non è detto che se risulti in un determinato stato d'animo a causa di una determinata circostanza poi tu, a distanza di tempo in un contesto medesimo risulti essere nel medesimo modo. Ma questo è un mio pensiero e non quello (forse) del signor Salvatore.
Qual'è la bilancia che fa oscillare i sensi correttamente? Lui parla di esser Lieti (chi vuol esser lieto sia... di doman non c'è certezza... cioè... non lo ha detta il filosofo ma ci stava bene...)
Personalmente penso che sia l'amore verso se stessi, verso la vita, gli altri, gli animali, il lavoro a far scattare la forza dell' amare e,  quindi, di fare senza troppa fatica. Viziare i propri interessi, capire i differenti livelli d'animo in quel determinato tempo.
A questo aggiungerei un pizzico di egoismo (e qui dovrei chiedere a un filosofo se l'amor proprio può già essere inteso come egoismo o se sono due fattori non strettamente collegati. E il vaffanculismo?) perché si sa, oggigiorno, se dai eccessivo amore, ti possono considerare una persona superficiale, forse un poco frivola, quindi potenzialmente semplice da calpestare per qualsiasi proprio fine!

Silvia Vegetti Finzi la stavo iniziando un poco a deridere a causa di un inizio  poco conforme alle solite ferme intenzioni di chi vuol spigar filosofia, stava quasi per sfuggirmi un "Amen" in più occasioni a causa di una maggiore coerenza con quelle che sono le tematiche religiose.
Come il ragazzo delle giostre che, geloso che le sue sedie venissero utilizzate solo per i genitori che facevano fare un giro sulla giostra (anche se in giro dura meno di 5 minuti e se io fossi genitore mi accuccerei a fianco a quella che gira in tondo approfittando del fatto che ho la scusa per salirci) al medesimo modo mi ha fatto ridere il discorso iniziale un po più simile a un tema di scuola rispetto a un discorso di alta filosofia.
Poi ha modificato il suo discorso ed eccomi a parlar bene del residuo ascolto dell'appreso concetto di vita genitoriale in correlazione a quelli che sono i reali problemi degli adolescenti.
Ma tu non hai figli? Mi porrei da sola codesto quesito...
Si ok... però mi piace ascoltare queste cose dai tempi in cui guardavo la tv e mi ero appassionata alle conversazioni dei gruppi di ragazzi di Maria de Filippi (Amici? .. forse..)
Il tema della maschera io lo giudico in modo differente, ma è lei la filosofa anche se io sono apprendista e un poco potrei esser nella ragione!!!

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