mercoledì 21 gennaio 2026

La Grazia, Paolo Sorrentino

L'indecisione giuridica contraddistingue il personaggio di Mariano il presidente della repubblica al suo ultimo periodo di legislatura e ormai prossimo al pensionamento. Come giurista penale non tollera la grazia nella sua forma più giustificativa come atto compiuto in difesa. Deve inoltre decidere se firmare o meno la legge sull'eutanasia. Lui che decide di non uccidere il cavallo lasciandolo in agonia e in sofferenza pur di non compiere un'atto che il papa suo amico giudica inaccessibile e imperdonabile. Pena o colpa? Chi è colpevole se si uccide per persistenti maltrattamenti? Si è innocente se si uccide per lenire un'agonia? Ma chi lo stabilisce il giusto dall'errato? Chi è meritevole di grazia tra i due casi assegnatogli dall'amico giurista? Sotto il punto di vista penale risultano entrambi colpevoli perché azionari dell'atto criminatorio, dal punto di vista più umano la clemenza è dubbia. Anche questo tormenta l'animo del protagonista oltre alla continua ossessione del tradimento della defunta moglie, con chi? Perché? continua a domandarsi fumando sigarette sul balconato. I sospetti e i dubbi lo perseguitano, lo hanno ucciso moralmente nell'esatto momento in cui scoprì il tradimento. 
 

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