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giovedì 16 maggio 2019

Tre giorni in un Kibbuts


Arriviamo in Bus al luogo che descriverò più tardi, ho lasciato la mia compagna di viaggio per proseguire fino al "Masada" per esplorarne la vetta. Trattasi di una montagna nel deserto del Negev su cui sorgeva una città circondata da Mura. Ovviamente chi può distruggere una simile maestosità? Il popolo romano, accampato poco lontano, cerca di varcare uno spiraglio di ingresso riuscendo nell'intento in una sera ormai tarda per assalire la popolazione.
Il giorno successivo entrano e trovano tutti deceduti (in realtà quasi perché pochi sopravvissuti sono rimasti), durante la notte sono stati scelti 10 uomini per uccidere tutti, di questi 1 avrebbe ucciso i restanti 9 per poi suicidarsi. Perché arrivare alla morte? Perché i Romani rubavano, assediavano e rendevano in schiavitù le popolazioni conquistate. Questo è un riassunto brevissimo rispetto a tutto il lungiminante racconto visto su internet e pienamente illustrato da Alberto Angela in modo chiaro e conciso.
Ora son però rimasti un mucchio di sassi a tratti ben composte e sorrette tra loro, un grande piazzale simile alla pietra di Bismantova che si trova nelle montagne Reggiane, un percorso che indica eccellentemente ciò che c'era in quel luogo come il palazzo grande, il più piccino, la Cisterna....
E' possibile salire in due modi differenti, ovviamente ho scelto la più comoda; la Funicolare, però sarebbe stata spiritualmente introspettiva una camminata lungo il sentiero del serpente, indubbiamente meglio è assaporarla all'alba, quando il sole non accalda troppo le tempie e la visuale dell'alba sul mar morto permette di creare un'alternanza di cronologie cromatiche degne di un'artista fotografico!
A sole alto, invece, la sabbia è più acre e accesa, son riuscita a bere due litri d'acqua in due ore, non oso pensare coloro che lavorano in pieno deserto come fanno a non morire... ho chiesto alla mia compagna di viaggio, da archeologa in pensione ricorda ore in cui beveva 2 litri anche senza sosta anche perché i pesi da portare erano abbondanti (non avevano tutte le odierne attrezzatire) e il cercare reperti implica un tempo e una pazienza non consoni al calore che il sole può emanare in determinati orari.
Torno sui miei passi e non manca una discussione con la cassiera del market in cui mi son fermata ad acquistare un pacchetto di creacker per pranzo; tot.12 shekel, le do 102 shekel (102-12=90) ha iniziato a discutere, torno a vedere il prezzo dei creacker. Forse mi son sbagliata, penso tra me e me... nonono... 12 shekel, ok! un poco mi scoccia ma tolgo i due così mi da il resto che, ovviamente provvedo a controllare perché non mi fido di questa squilibrata, ricomincia a discutere. "O ma che ca@@ vuoi? Mi fai contare e taci? Tanto non ha capito....
Raggiungo il Kibbutz, trattasi di un'Oasi tipo una via di mezzo tra un'hotel e un campeggio con i boungalow,  le stanze sono luoghi chiusi con aria condizionata e frigorifero e non sono in materiale fragile ma in cemento , il corridoio è piena natura con i cartelli stradali per indicare il numero delle stanze. Internamente un vastissimo giardino botanico, una piscina e una spa. Poco distante e compreso di un ingresso del biglietto omaggio, una spa con piscine al chiuso, all'aperto, i fanghi, il massaggio e l'accesso al treno per arrivare a pucciare i piedi nel mar morto.
Sulla riva del Mar Morto son riuscita a rimanere solo un'oretta o poco più, un'onda di moscini fastidiosi si depositano sulla pelle ogni qual volta questa è secca e priva d'acqua, siccome nel deserto questo avviene dopo pochissimi minuti dalla doccia, lo sterminio ha avuto inizio quasi immediatamente.
Gli sciami son deceduti in modo quasi indolore ma il fastidio è continuato così son tornata in fretta a riprendere il trenino (tre vagoncini trainati da un trattore) per raggiungere la piscina.
 Il sentiero gommato mi ha permesso di sedermi in mezzo alla piscina per osservare la situazione ed assentarmi per prendere una tintarella silenziosa, un gruppo di ragazzi gioca al mio fianco, altri due sono intenti a chiacchierare, uno di questi ha una lattina di birra in mano e il corpo in acqua... al sole... all'estero non è pericoloso? Pare un tedesco... ci sarà abituato? E' usuale da loro?
Poi arriva lei; la signora Coccinella che si accovaccia sul mio braccio, stavo per cacciarla credendola un moscino ma per fortuna il mio sguardo è stato più veloce della mia mano e l'ho lasciata libera di gironzolare indisturbata sul mio corpo.
Ma dov'è? non la vedo più. Una rapida occhiata e la vedo sgambettare affannata perché è caduta in acqua, salva solo perché non ho più sentito il suo sgambettare sul braccio, così la riposiziono e continuo a gustarmi la tintarella.
Non sento più lo sgambettio... Sarà ora volata via? No... eccola di nuovo ad annaffarsi in acqua... senti coccinella o impari a nuotare o a volare più lontano del bordo piscina...
Deceduta? no, l'ho portata a riva anche se un'oretta dopo ho visto una ragazza portar qualcosa a riva per posarla delicatamente sul bordo vasca... e qui mi chiedo; chissà se è ancora viva? dovevo portarla a casa...
Attorno all'hotel, oltre alle stanze, al ristorante e al parco Botanico con le piante classificate e identificate, il proseguo del kibbuts (trattasi di antiche forme di città collettive nate nel 1909 ) è caratterizzato dalle abitazioni dei residenti e delle proprie famiglie, come ogni civiltà ha una scuola, un market e un'assistenza sanitaria. Solo le strade e i veicoli sono buffi a causa delle loro ridotte dimensioni.
Un sogno di posto che abbiamo vissuto in pieno relax anche senza accendere l'aria condizionata!
Sempre nel deserto ma non interni al Kibbutz si possono vedere gli accampamenti dei Beduini (Badawi, abitatore del deserto, è il nome corretto) .Una popolazione anarchica che un tempo viveva da fuorilegge, spostandosi nel deserto in piena libertà, fiera e passionale; l'estremismo del deserto sembra essersi trasferito nell'anima dei badawi, generosi fino all'eccesso, disposti ad uccidere l'ultimo animale rimasto per rendere onore alla tradizione dell'ospitalità, sensuali e fieri della propria virilità, audaci e sprezzanti della morte, pronti a morire per la propria donna ma disposti a punirla con violenza se si scoprono traditi, guerrieri spietati. L'ira li può cogliere all'improvviso ma se appagati sopportano fino al sacrificio. Generosità e astuzia convivono nel loro cuore senza conflitto, come doni e risorse da utilizzare seguendo il destino delle cose che accadono.
Non propensi a cedere alle modernità che la vita può loro offrire perché radicati visceralmente alle loro tradizioni più antiche.

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